SEAB SCEGLIE IL DIALETTO AL POSTO DEL TEDESCO, URZÌ: È UNA DISCRIMINAZIONE INACCETTABILE

Il consigliere Urzì avverte la Seab: reclutare personale non bilingue ma che conosca il dialetto tedesco è una discriminazione inaccettabile. Il dialetto sudtirolese viene sovente utilizzato nelle sue diverse forme locali non solo in ambiti familiari e di relazione personale ma anche nei livelli della Amministrazione pubblica e delle Istituzioni. Pur diffuso esclusivamente in forma verbale, talvolta può costituire un ostacolo insormontabile alla reciproca comprensione fra cittadini di gruppi linguistici diversi. Ma l’inclusione della conoscenza del dialetto come requisito fondamentale in un bando pubblico sposta la questione dal piano delle reciproche sensibilità a quello dell’attuazione della vigente normativa sul bilinguismo. L’insolito requisito è richiesto infatti nella procedura avviata da Seab – Servizi Energia Ambiente Bolzano S.p.A. – per affidare a un’agenzia esterna il piano di comunicazione aziendale nel prossimo triennio per un importo di gara pari a oltre duecentomila euro. Pur essendoci già stato in passato un tentativo, poi risoltosi con una precipitosa marcia indietro da parte della Giunta Durnwalder, in relazione all’assunzione di personale per un call center provinciale, la questione rischia di creare un pericoloso precedente.
“Non è ammissibile – sostiene amareggiato il consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì – che la competenza linguistica nel dialetto possa essere considerata una discriminante in un bando pubblico, che deve necessariamente sottostare alle leggi in materia. E come sempre più spesso accade, saranno gli italiani ad esserne maggiormente danneggiati, soprattutto coloro che si siano dotati di adeguate conoscenze dalla lingua tedesca ma non abbiano alcun interesse né abbiano avuto opportunità di specializzazione nella comprensione delle forme dialettali.
Una società civile – prosegue Urzì – deve investire nell’acquisizione di competenze nella lingua standard e non incentivare in nessun modo l’uso di qualsiasi forma dialettale che in Alto Adige costituisce un ostacolo alle relazioni fra i diversi gruppi linguistici, considerato che nelle scuole si insegna doverosamente il tedesco e non ovviamente il dialetto.

La segreteria del Consigliere provinciale Alessandro Urzì
Gruppo consiliare provinciale L’Alto Adige nel cuore