La verità è che in montagna d’ora in poi si dovrà avere paura dei cani pastore piuttosto che dei lupi e degli orsi. La nuova legge sulla selezione dei grandi predatori contiene questo paradosso, denunciato anche da alcune voci – espressione di contadini ed allevatori –  all’interno della Svp. Una legge, quella approvata oggi in Consiglio provinciale, impossibile da condividere.

“Giusto aprire il dibattito su come tutelare greggi e bestiame al pascolo, ma lo si è fatto in modo confuso, parziale, innescando un conflitto di competenza con le prerogative dello Stato. In altre parole in Alto Adige si vorrebbe  poter disporre della selvaggina, anche uccidendola, benché si tratti di specie protette, con regole diverse rispetto altre regioni italiane”, ha dichiarato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì, de L’Alto Adige nel Cuore.

“Ma il paradosso, dicevamo, è che solo pochi giorni fa è stata approvata la norma che finanzia i costi per gli allevatori di montagna per l’acquisto, l’addestramento ed il mantenimento dei cani pastore, per la difesa del bestiame d’allevamento da orsi e lupi”, ha detto Urzì.

“Cani addestrati alla massima aggressività perché di fronte alla comparsa di un orso o di un lupo c’è bisogno solo di questo. Ecco la incredibile denuncia della consigliera  Maria Hochgruber Kuenzer –  Svp – che, esperta in materia perché è il suo lavoro,  fa intendere di avere attuato in montagna misure per difendere pecore e mucche da lupi e orsi ma che ora gli escursionisti dovranno guardarsi le spalle dai cani pastore, lasciati ovviamente liberi. Un allarme che ho fatto mio, ma ignorato dalla maggioranza che ha approvato la legge”, ha concluso Alessandro Urzì.