Droga sul pianerottolo fra le scarpe di ignari bambini. Urzì interroga ma l’assessore Christian Tommasini non risponde nemmeno e incarica di farlo il Presidente dell’Istituto provinciale per l’ediliza sociale Heiner Schweigkofler che dal canto suo si limita a rilevare che un problema di sicurezza esiste, ma cerca di minimizzare: colpa dei mèdia – sostiene – che paventano una grave situazione di delinquenza nei condomini, ma in realtà si tratta solo di singoli casi.

Come quello denunciato dal Consigliere dell’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia Alessandro Urzì poche settimane fa: il ritrovamento di un grande quantitativo di droga nascosta tra le scarpe dei bambini sul pianerottolo di un alloggio Ipes a Bolzano. Da qui l’interrogazione per sapere se l’Istituto per l’edilizia sociale intende considerare l’eventualità di un cambio d’alloggio per quelle famiglie per bene – e sono la stragrande maggioranza – costrette a condividere i propri spazi con spacciatori abituali di droga.

“Se non si può fare nulla per allontanare questi delinquenti dalle case Ipes – aveva detto Urzì – allora si accolgano le richieste di cambio alloggio per quelle famiglie sovente con bambini in tenera età, esasperate dal doversi rapportare quotidianamente con situazioni di delinquenza diffuse e causa  di continuo stress e pericolo.

La risposta della Provincia  però non rasserena gli animi. Mentre l’assessore Tommasini e la Giunta fanno orecchie da mercante, non ritenendo evidentemente necessari interventi per restituire ordine e legalità  nei condomini soggetti ad episodi criminali sempre più frequenti non solo nel capoluogo, ma anche nel resto della provincia, l’Istituto non chiarisce se intende agevolare o meno  l’accoglimento delle richieste di trasferimento presentate dagli inquilini degli edifici  più “difficili”, limitandosi a specificare che come proprietario di casa, deve far rispettare il regolamento condominiale, ma non può sostituirsi alle forze dell’ordine, che sono quelle preposte ad occuparsi dei casi di delinquenza sul territorio. L’Ipes – lo si apprende nella risposta all’interrogazione  – è invece  molto impegnato, in collaborazione con le strutture sociali sul territorio e nei quartieri in azioni di  contrasto al  degrado, ma che i risultati si vedranno nel lungo periodo.”

“Di questi interventi però – ha concluso Urzì – nessuno se n’è ancora accorto. La realtà invece è fatta di disagio quotidiano per  di chi invece in quei condomini è costretto a viverci, ma l’Ipes non sembra rendersene conto e dimostra in ogni occasione di essere un mostro burocratico sempre più lontano dalle esigenze e dai problemi dei cittadini.”