Aiuti immediati alle imprese? Il presidente Kompatscher mi ha risposto annunciando che la giunta Svp/Lega attende le misure nazionali e poi prenderà in mano quelle di supporto provinciale.
Troppo tardi, rispondiamo noi, molti sono già ora in difficoltà.


Ma ieri mattina intanto ho presentato a nome dell’intero organigramma provinciale di Fdi ad iniziare dal coordinatore provinciale Galateo un elenco di 17 misure urgenti di revisione delle ordinanze presidenziali.
Fra le più necessarie in assoluto:


1. Non aspettare le decisioni di Roma per aiutare famiglie e imprese;


2. Redazione di una ordinanza “unica” riassuntiva di tutte le misure presidenziali in essere; in caso di nuove ordinanze ulteriore pubblicazione di testi unici al fine di favorire la più ampia lettura e comprensione dei testi da parte della cittadinanza oggi confuse da una sovrapposizione continua di misure;


3. Inserimento fra le categorie previste nella modulistica e nella ordinanza 69 per l’accesso ai servizi per l’infanzia o il percorso didattico primario in presenza di tutte le categorie che hanno l’autorizzazione all’attività e che quindi vivono le medesime condizioni di precarietà del ristretto numero di categorie elencate dalla Provincia: il termine era scaduto ieri, va riaperto e garantito l’accesso ai figli di lavoratori in difficoltà che lo richiedano;


4. Inserimento nell’elenco delle attività ammesse quelle di vendita di prodotti per neonati considerata la necessità per le partorienti di provvedere all’assistenza minima per i bambini che hanno visto la luce nel periodo delle restrizioni;

5. Inserimento nell’elenco delle attività ammesse quelle di barbiere/parrucchiere, estetista e toelettatura per cani (senza accesso dei padroni dei medesimi nei locali), garantendo il rispetto di tutte le misure di sicurezza personali;

6. Nella ordinanza si prevede che “possano” (non debbano) essere previste attività scolastiche e didattiche in presenza anche per bambini e ragazzi di tutte le scuole di ogni ordine e grado e i servizi per la prima infanzia, rientranti nei criteri previsti dalla legge 104/92, o la cui famiglia si trovi in una situazione sociale critica, che necessiti di accompagnamento dei servizi sociali; ma non è prevista l’obbligatorietà, solo la possibilità;

Più in generale si richiedono altri provvedimenti urgenti che riguardano l’accompagnamento dei malati in isolamento, la cura delle famiglie e il loro sostegno.

Al Presidente Kompatscher si sono inoltrate le seguenti richieste:

7. Garanzia di assistenza domiciliare (anche se non soprattutto psicologica, rafforzando se del caso anche i servizi telefonici) per pazienti sintomatici secondo i protocolli già adottati in altre regioni considerata l’incertezza assoluta da parte delle persone colpite sulle misure di cura e comportamento verso i familiari; e l’assenza di informazioni scatena il panico;


8. Contributo per la copertura della spesa di acquisto (con trasporto a casa) di un saturimetro per ogni nucleo familiare in cui risieda almeno una persona sintomatica; il controllo della ossigenazione è il migliore supporto per il paziente Covid nella fase non grave e che evidenzia se del caso la necessità del ricovero ospedaliero; può essere un valido strumento per evitare di contenere i ricoveri;


9. Sospensione per la durata dell’emergenza sanitaria del requisito di bilinguismo per il personale sanitario medico e paramedico con contestuale accordo con le amministrazioni comunali per la individuazione e messa a disposizione del personale medico/infermieristico di alloggi a canone calmierato; risponde alla esigenza segnalata dal direttore dell’Asl Zerzer di recuperare personale utile a fare funzionare i posti letto attivati. Ma Bolzano non è per nulla attrattiva: stipendi uguali rispetto a tutta Italia, costo della vita di un terzo superiore, difficoltà a trovare casa con affitti accettabili, bilinguismo;


10. Organizzazione di un piano “garantito” dalla Provincia di “spesa alimentare a domicilio” per nuclei familiari in cui risiedano pazienti positivi, ricorrendo a convenzioni con protezione civile e associazioni di volontariato;


11. Fornitura ricorrente di dispositivi di protezione individuale al personale scolastico e delle scuole materne anche non docente;


12. Esenzione dal pagamento delle tasse universitarie per studenti che non possono usufruire dei servizi (UNIBZ) e contributo sulle tasse universitarie per chi studia fuori sede e parimenti non può usufruire dei servizi;


13. Ripristino dei buoni spesa per lavoratori in attesa di Cassa integrazione o che sono sotto la soglia di 1.000 euro di entrate nel mese precedente. La soglia usata dal Comune di Bolzano è stata per esempio di 500 euro, ma chi è in disoccupazione può averne percepiti 526 e va considerato che le entrate non permettono la copertura delle spese inderogabili (bollette, affitti, alimentari, ecc);


14. Sospensione del pagamento di affitti Ipes per chi aspetta l’erogazione di stipendi arretrati o cassa integrazione e dilazionamento a lungo termine. Azzeramento dei debiti pregressi per i mesi in cui sia dimostrabile una sensibile variazione di reddito conseguenza delle misure di restrizione delle attività;


15. Misure di agevolazione allo spostamento dei lavoratori con mezzi propri (sospensione dei costi dei posteggi coordinati dalla Provincia (per esempio in ambito ospedaliero) e intervento sui comuni per garantire la sospensione dei servizi di biglietteria per i posteggi propri o delle società controllate;


16. Realizzazione di Covid Hotel in ogni comune utilizzando le eccellenze delle strutture ricettive altoatesine garantendo la possibilità per singoli familiari contagiati di essere separati dal nucleo familiare preservandone la negatività ed evitando la moltiplicazione dei contagi;


17. Garanzia di copertura economica per le strutture private convenzionate che garantiscono servizi all’infanzia al fine di potere applicare lo sconto sulle tariffe applicati già nelle strutture comunali per i bambini in caso di positività accertata per un numero superiore agli undici giorni;


18. Rimozione dell’obbligatorietà dell’adesione al progetto Corona screening per tutti i lavoratori che garantiscono le attività aperte, in quanto palesemente incostituzionale;


19. Applicazione anche in Alto Adige della misura prevista nel decreto Rilancio della possibilità da parte delle amministrazioni comunali di prevedere la riduzione dell’Imi del 20% garantendo il pagamento attraverso conto corrente.


Ricordo che le proposte sono state trasmesse facendo seguito alla offerta di disponibilità trasmessa da parte del Presidente Kompatscher al Consiglio provinciale in data 12.11.2020.
Nessuno spazio alla polemica ed alla demagogia: un elenco di proposte raccolte da Fratelli d’Italia come fra le più urgenti da mettere in atto e tutte concrete.


Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale