La gravissima crisi della società Condotte spa che doveva avviare (attraverso preliminare parziale abbattimento) le  opere di riconversione del complesso razionalista ex Pascoli/Longon di Bolzano sta mettendo in discussione tutti i tempi ed i costi del progetto.

“Quindi a parte la nostra tradizionale posizione a favore della conservazione del pregevole immobile esiste un problema di destinazione dello stesso, ora che è stato svuotato, per i prossimi anni. La città ha fame di spazi residenziali. Due fra le categorie più in difficoltà: i giovani che non riescono a permettersi nel periodo dello studio o del primo impiego un alloggio a prezzi accessibili, e gli anziani autosufficienti ma con ridotte possibilità di mobilità o capacità di farsi carico di tutte le mansioni casalinghe e la spesa”, ha dichiarato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore).

“L’ex Pascoli/Longon può essere la soluzione: una ristrutturazione a modesto impatto economico potrebbe trasformare quel grandissimo immobile in un grande centro di microappartamenti (ogni vecchia aula un monolocale con bagno) per anziani che potrebbero contare sull’assistenza (una sorta di “temporanea adozione”) da parte di altrettanti giovani a cui destinare in coresidenza (cohousing) stanze arredate a prezzi convenzionati ed accessibili con l’obbligo di adempiere a mansioni quotidiane per gli anziani come il fare la spesa o riassettare la casa”, ha detto Urzì.

“Il cohousing rispettivamente concepiti per le esigenze di giovani ed anziani prevedrebbe oltre agli alloggi privati, da ampi spazi comuni (coperti e scoperti) destinati all’uso collettivo e alla condivisione tra i coresidenti. Per i giovani tra i servizi collettivi vi potrebbero essere ampie cucine, lavanderie, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco, palestre, internet caffè, biblioteca e altro. Il cortile interno potrebbe garantire la realizzazione di un posteggio interrato con la realizzazione in superficie di un parco”, ha proseguito il Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“Lanceremo questo progetto per evitare che nel cuore di Bolzano rimanga per anni o una scuola in abbandono o peggio ancora un buco dopo il suo abbattimento e la riduzione in macerie. Va ricordato infine come non a caso l’ex Pascoli/Longon è stato inserito nell’elenco delle opere architettoniche di interesse mondiale a rischio, elaborato dall’istituto internazionale del Docomomo. Restituirlo alla città è una possibilità, basta volerlo. La biblioteca provinciale potrà trovare spazi più vicini all’Università, magari nel palazzo abbondantemente poco sfruttato dell’attuale Museion”, ha concluso Alessandro Urzì.