Le maestranze ex Solland con un documento presentato nelle scorse ore hanno indetto uno sciopero di tutti i lavoratori chiedendo un incontro urgente con il Presidente della Giunta provinciale di Bolzano e l’attivazione di un tavolo di crisi al Ministero dello Sviluppo economico.

Istanze che il Consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore – Fratelli d’Italia Alessandro Urzì ha fatto proprie presentando un’interrogazione della massima urgenza al Presidente della Provincia Arno Kompatscher.

Nell’interrogazione Urzì chiede anche di sapere perché l’amministrazione provinciale non abbia volutamente inteso percorrere la strada della ripartenza dell’attività produttiva a Sinigo dopo che vi erano state varie manifestazioni di interesse da parte di importanti gruppi industriali esteri.  Secondo il consigliere provinciale di AANC -FDI le richieste dei lavoratori ex Solland sono pienamente legittime e le loro battaglie da sostenere in tutte le sedi istituzionali. “Non è vero – ha dichiarato Urzì – che il diritto di sciopero dei lavoratori, sacro ed inviolabile – possa trovare limitazione da un’ordinanza della Provincia, come sostenuto dal Presidente Arno Kompatscher. I lavoratori hanno garantito la sicurezza dell’impianto e va riconosciuto il loro grande senso di responsabilità a riguardo, ma nel contempo va salvaguardato il loro diritto a mettere in atto tutte le azioni utili e necessarie per far sì che l’attività industriale a Sinigo possa riprendere al più presto.

Secondo Urzì la Provincia una volta venuta a conoscenza delle nuove offerte economiche giunte alla curatela fallimentare per far ripartite la produzione di silicio nell’impianto alle porte di Merano avrebbe dovuto ritirare la propria ordinanza del 4 luglio che prevedeva lo smantellamento dell’azienda e la bonifica dell’intera area interessata. Ordinanza che alla resa dei conti non ha permesso al Tribunale fallimentare di Bolzano di dar seguito alle nuove offerte giunte con l’intenzione di riavviare l’attività industriale.

“Perché la Provincia – si chiede Urzì – ha volutamente ignorato che vi erano delle offerte giunte alla curatela fallimentare che avrebbero permesso la ripartenza dell’attività industriale nel sito di Sinigo, con il mantenimento – e forse l’incremento – dei posti di lavoro? Offerte – ricorda Urzì – che prendevano inconsiderazione importi ben superiori a quelli con cui la ex Solland è stata aggiudicata al team di imprese che dovranno provvedere alla bonifica dei terreni su cui sorgono ora i capannoni industriali. Oltre al mantenimento dei posti di lavoro – prosegue Urzì – l’accoglimento di un’offerta di importo maggiore andrebbe a beneficio anche di tutti i creditori del fallimento Solland che potrebbero ottenere migliori condizioni nella vertenza in atto.