di Alessandro Urzì

Contro tutte le più recenti derive relativistiche che mettono in discussione il valore ed il ruolo della famiglia, la famiglia “fra donna e uomo”, oggi sono riuscito a fare approvare a larghissima maggioranza in Consiglio provinciale un impegno ufficiale sotto forma di mozione che ha ribadito (letteralmente) nella nostra provincia “il ruolo centrale della famiglia tra un uomo ed una donna riconoscendo ai genitori il diritto prioritario nell’educazione dei figli”.

21 i favorevoli, 5 i contrari, 3 astenuti.
Qui la sorpresa: fra i contrari al ruolo della famiglia fra uomo e donna ed al diritto prioritario dei genitori nell’educazione dei figli l’assessore del PD Christian Tommasini (assieme ai Verdi ed alla Svp Magdalena Amhof).

Una allergia alla famiglia fra uomo e donna all’insegna della demagogia relativista che propone ormai anche nelle scuole dell’Alto Adige con i finanziamenti proprio dell’assessorato di Tommasini modelli di uomini barbuti nei panni di genitori 1 e 2 (i famosi pirati pubblicati recentemente) o di Zaff, il ragazzo travestito con gonna, pizzi e fiocchi presentato come una alternativa in fumetto alle tradizionali immagini di bambini e bambine).

Il Consiglio però, dopo un contrastato dibattito che ha conosciuto anche momenti di tensione, ha votato a favore del modello di famiglia tradizionale respingendo solo (per motivi ideologici e politici, più che culturali) la citazione della Costituzione della Repubblica italiana (“società naturale fondata sul matrimonio”).

La sostanza dell’impegno non è stata scalfita.
Ma il voto ha riguardato anche un altro aspetto: dopo la notizia della diffusione nelle scuole dei modelli educativi alternativi alla famiglia naturale fra uomo e donna (i pirati barbuti nei panni di “genitori”, piuttosto che il personaggio ambiguo di Zaff… ) i genitori avevano richiesto che dei progetti scolastici sull’affettività e sulla sessualità fossero informati preventivamente e che i contenuti degli stessi fossero trasmessi con trasparenza perché potessero essere valutati.

Su questo impegno, quello di informare i genitori, si è verificato il secondo paradosso della giornata: il Consiglio a larghissima maggioranza ha votato a favore (23) ma a capeggiare i contrari si è posto l’assessore alla scuola Christian Tommasini assieme ai Verdi, alla solita Amhof ed al consigliere Wurzer.

In sostanza l’assessore alla scuola si è dichiarato contrario al fatto che i genitori siano informati sui progetti su sessualità e affettività, come a dire: la burocrazia scolastica, l’assessore stesso, possono arrogarsi di imporre i loro modelli relativisti dei due genitori barbuti o di Zaff mandando in pensione l’immagine tradizionale della famiglia senza nemmeno informarne i genitori.

Un precedente grave e pericoloso, per la responsabilità istituzionale dell’assessore, che per paradosso è stato bocciato da tutta la restante parte del Consiglio provinciale.

Ma il segnale inquietante rimane.

Alessandro Urzì
Consigliere provinciale L’Alto Adige nel cuore