URZÌ: UN PATTO FRA TUTTE LE COMPONENTI POLITICHE, LINGUISTICHE E SOCIALI DELL’ALTO ADIGE CONTRO IL FANATISMO E LA BARBARIE

Propongo a tutte le forze politiche, sociali, linguistiche del nostro territorio un patto di civiltà sul quale trovare al di là di ogni differenza una piena ed assoluta condivisione. Non ci può essere divisione di fronte alle emergenze capitali.

Lo farò con un documento che chiederò sia posto al voto del Consiglio provinciale nei tempi più rapidi possibili per testimoniare l’unità dell’Alto Adige sui valori fondanti del nostro vivere comune: la libertà di espressione e di parola, la libertà religiosa, la parità di genere, l’uguaglianza di tutte le persone.

Al di là di proclami o facili prese di posizioni di indignazione mista a rabbia, occorrono (con la responsabilità che ci deriva) iniziative su un piano istituzionale per rendere consapevole anche l’Alto Adige del fatto che non esiste un luogo immune alla minaccia dell’integralismo religioso, contro cui va alzata una barriera.
La Cultura e civiltà occidentali hanno il dovere, ricercando le radici comuni, di costituire un argine etico di fronte ad ogni forma di integralismo e fanatismo.

Propongo anche da subito una intesa trasversale a tutte le colleghe ed i colleghi del Consiglio su una richiesta da presentare al Parlamento, al Governo italiani ed all’Unione europea affinchè venga fatto valere il principio minimo per cui ogni permesso di soggiorno rilasciato a chiunque voglia eleggere l’Italia o un qualunque altro Paese d’Europa sia subordinata ad un atto di giuramento formale alla Costituzione del Paese al quale richiede il permesso e la sottoscrizione di un giuramento di condivisione e rispetto dei valori di civiltà europea, delle sue norme, della sua cultura. Nessuno deve poi sottrarsi ad un controllo integrale delle proprie attività.

Il caso di Merano, la scoperta della cellula integralista islamica, ci dimostra come non sia ammissibile che l’Italia accolga sul territorio nazionale chiunque, anche coloro che si dichiarano nemici della nostra società, e decidano di sfruttare le nostre attitudini alla tolleranza per approfittarne contro noi stessi.
In questa battaglia comune sono certo possano giocare un ruolo decisivo quanti abbiano scelto la via dell’integrazione e della condivisione dei nostri valori fondamentali pur essendo originari di altri paesi del mondo. Sono anch’essi vittime della barbarie e del fanatismo religioso.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore

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