Il Consiglio provinciale ora celebra anche le feste nazionali austriache, ma non aderì alle celebrazioni per l’Unità d’Italia

Va bene l’amicizia con l’Austria, va bene anche la collaborazione, ma lascia ora interdetti il fatto che ora si festeggino in Alto Adige anche le feste nazionali austriache con tanto di patrocinio del Consiglio provinciale (vedi invito allegato). Mi è sembrato davvero perlomeno poco elegante considerato il ruolo istituzionale del Consiglio, che è espressione di tutti e le sensibilità di tutti dovrebbe garantire.

Ho presentato una interrogazione per sapere se oltre al patrocinio siano state previste anche compartecipazioni economiche.

Ma al di là di questo rimane il fatto che il Consiglio provinciale dovrebbe rimanere un luogo asettico. Il Consiglio provinciale non ha celebrato l’Unità d’Italia, mi domando perché debba celebrare la festa della costituzione della Repubblica austriaca…

Più sotto copia della interrogazione presentata.

Alessandro Urzì

 

INTERROGAZIONE

Il Consiglio provinciale snobba le celebrazioni dell’Unità d’Italia ma dà il patrocinio

alla Festa nazionale dell’indipendenza austriaca

 

Va bene la sincera amicizia, sentimento che pienamente condivido, nei confronti degli amici di oltrefrontiera, della bella e ricca Repubblica austriaca, va benissimo la collaborazione transfrontaliera su questioni di comune interesse, va ancora bene finanche la piena consapevolezza dei percorsi storici comuni che hanno intrecciato la storia di Alto Adige e Austria nel bene e anche, purtroppo, nel male (si veda la dura politica repressiva della libertà nazionale italiana esercitata dall’Impero asburgico nei lunghi anni della sua dominazione).

Ma quello che lascia perlomeno un poco sorpresi è che ora si festeggino in una cornice di para istituzionalità anche le festività nazionali austriache con tanto di patrocinio del Consiglio provinciale (si veda invito alla cerimonia organizzata da una associazione di amicizia Alto Adige-Austria a cui ha dato la conferma della propria partecipazione anche il Presidente del Consiglio provinciale di Bolzano).

Quello che appare perlomeno poco elegante è la partecipazione ufficiale con tanto di concessione del logo da parte del Consiglio provinciale. Nulla in contrario alla amicizia, lo ribadisco (solo nei giorni scorsi ho partecipato proprio con una delegazione del Consiglio provinciale ad una visita istituzionale a Vienna, ed è stata occasione di feconde relazioni ma anche della conferma dell’imbarazzo di Vienna su alcuni eccessi “amorosi” di taluni in Alto Adige per la Repubblica d’Oltrebrennero, per esempio in tema di doppia cittadinanza che sinora l’Austria non intende in alcun modo prevedere). Ma proprio perché il Consiglio provinciale è il luogo di tutti e custode delle sensibilità di tutti appare singolare come non abbia deliberatamente partecipato ai festeggiamenti dell’Unità d’Italia (celebre il comunicato dell’allora presidente Unterberger che definiva quella una celebrazione “degli altri”, quindi che vedeva il Consiglio provinciale organo “terzo”) ma celebri ora la festa nazionale dell’indipendenza dell’Austria con tanto di patrocinio che l’Adunata di pace ed amicizia degli Alpini poteva solo sognare. Ed infatti è rimasto un sogno.

Quello che si chiede, anche e soprattutto dopo il pasticcio dell’errore di valutazione sulla concessione dell’aula del Consiglio provinciale “di tutti” per una manifestazione politica promossa da una forza secessionista, è che si abbia e si dimostri maggiore delicatezza, attenzione, equilibrio e perlomeno si adotti il sempre buon rimedio della reciprocità.

 

Tutto questo premesso e considerato

 

SI INTERROGA

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE

per sapere:

  1. Se non si ritenga un controsenso non aderire alle celebrazioni per l’Unità d’Italia ma poi dare il patrocinio ad una manifestazione di celebrazione della Liberazione nazionale austriaca;
  2. Se sia stato dato il patrocinio ufficiale alla manifestazione di cui in premessa (allegato invito) e se sia stata deliberata la concessione del logo del Consiglio provinciale, con quale atto e chi vi abbia votato a favore, se esso è stato discusso in Ufficio di presidenza;
  3. Se la partecipazione ufficiale del Consiglio provinciale alla cerimonia di cui in premessa sia accompagnata anche dalla concessione di un contributo e in caso di risposta affermativa per quale importo.

Alessandro Urzì

Bolzano, 15 ottobre 2015