D’ora in avanti Vittorio Veneto in Alto Adige sarà sinonimo di ingloriosa capitolazione. Lo dovremo al PD sempre in prima linea nello smontare pezzo dopo pezzo (ed in modo del tutto gratuito, senza alcuna ragione) ogni traccia di memoria storica italiana in provincia di Bolzano. A denunciarlo è il Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore, Alessandro Urzì.

Infatti il nome di Vittorio Veneto (assegnato al rifugio alpino sul Sasso Nero in Valle Aurina) si appresta a scomparire dalle carte geografiche sotto i colpi di una incomprensibile follia revisionistica della Provincia. Che questo accada nel Centenario della conclusione della Grande Guerra e della battaglia vittoriosa proprio di Vittorio Veneto (oggi simbolo di pace e riconciliazione, peraltro) appare ancora più sconcertante.

L’annuncio lo ha dato l’assessore al patrimonio del PD Christian Tommasini durante il question time di giugno in Consiglio provinciale a Bolzano acconsentendo ad una richiesta ufficiale dei secessionisti che chiedevano di abolire il nome di Vittorio Veneto per il rifugio a 2922 metri sul Sasso Nero per cui si stanno completando le opere di ricostruzione.

“Cambio di nome, ma no – ha sibillinamente detto il rappresentante del PD in Provincia – siccome abbiamo abbattuto il vecchio rifugio Vittorio Veneto e lo abbiamo ricostruito pochi metri più in là (si tratta davvero di pochi metri, ndr) allora si tratta di un nuovo rifugio e dovremo trovargli un nuovo nome, chiederemo a Cai e Alpenverein e poi la giunta deciderà”. Il destino è segnato. A sconcertare il fatto che la richiesta, accolta, sia venuta dai secessionisti. Chiara l’impronta della richiesta su un nome considerato provocatoriamente ed ingiustamente “scomodo” da alcuni estremisti in Alto Adige, chiara la dichiarazione di capitolazione senza condizioni annunciata dal PD.

Perché un nuovo nome? Perché mantenere quello di Vittorio Veneto che fastidio avrebbe dato?

“In questi giorni un appello alla mobilitazione nazionale per la conservazione del nome storico di Vittorio Veneto per il rifugio sul Sasso Nero sarà inviato alla Presidenza del Consiglio dei ministri dove è istituito un Comitato interministeriale che accompagna le celebrazioni nel centenario proprio di Vittorio Veneto. E una lettera sarà inviata anche al sindaco della città di Vittorio Veneto per chiedere di levare un accorato appello alla conservazione di una memoria storica indelebile, oggi simbolo di pace e riconciliazione, anche nella lontana valle Aurina. Sarebbe un atto di rispetto per la Comunità italiana stanca di piccoli e continui gesti di mancanza di rispetto”, ha dichiarato Alessandro Urzì.