Grottesca e triste.

E’ la rappresentazione che verrà messa in scena domani mattina in piazza Magnago a Bolzano: il passaggio in rassegna da parte del presidente Kompatscher delle formazioni di Schuetzen con tanto di medaglie di latta e fucili giocattolo e il relativo colpo di salve dei tiratori davanti al Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker in visita in provincia.

E’ l’immagine patetica trasformata in farsa con cui si è deciso di rappresentare l’autonomia altoatesina. Tanto per farsi odiare ancora di più dalle regioni a statuto ordinario vicine a noi alle prese con tagli di competenze e bilanci. Invece qua alziamo gli stipendi di presidenti e assessori, sosteniamo con Svp e Pd la riforma che toglierà tutte le competenze alle regioni ordinarie mentre le nostre le blindiamo (scatenando le ira di tutti contro di noi) e giochiamo a fare i Capi di Stato.

Domani l’autonomia si travestirà proprio così da finto Stato e inscenerà una terribile e patetica rappresentazione teatrale con tanto di orridi finti plotoni di un finto esercito, finte bandiere e finti Capi di Stato (Kompatscher e in fondo un po’ anche Juncker).
Ormai siamo alle comiche.

Ma lo si fa di nascosto: quando arrivano ministri o capi di Stato dell’Italia si torna a interpretare il ruolo della Provincia che piange. Al massimo si consegnano lunghe liste di richieste bagnate dalle lacrime.

Ma appena l’Italia gira le spalle ecco che si tirano fuori Schuetzen e fucili con le canne otturate ed il tappino rosso e ci si improvvisa tristi attori che giocano a fare lo Stato libero dell’Alto Adige. La deriva secessionista, almeno nei sentimenti, è totale.
Ci si traveste da Capi di Stato immaginari, si sfila di fronte a quello che si vorrebbe il proprio esercito in brache di cuoio (gli stessi che poi vanno in giro per l’Alto Adige a cancellare la toponomastica italiana o sputacchiano sulla Lupa di Roma e il Leone di Venezia perché simboli fascisti, sic!, o che celebrano i terroristi con sfilate e messe da campo), e poi si fa anche pum per aria, perché dà un’aria marziale alla cosa.

Possiamo avere il diritto di indignarci per come veniamo rappresentati anche noi italiani dell’Alto Adige?
Io con gli Schuetzen non ho nulla a che spartire, loro non hanno nulla di istituzionale da rappresentare.
L’uso di armi giocattolo non è né dignitoso né pacifista.
Ma Juncker si può prestare a simili grottesche sceneggiate?

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore