Attenzione: non c’è più tempo per rinviare decisioni per contrastare il fenomeno che ha assunto dimensioni drammatiche dei furti “senza colpevoli” che stanno colpendo indiscriminatamente ogni quartiere di Bolzano, e tantissimi esercizi commerciali o aziende.
I danni procurati da queste incursioni alle porte d’ingresso, le serrande, le finestre sono spesso superiori al valore delle merci rubate.
Ma soprattutto si genera insicurezza e rabbia che a lungo andare non produrranno nulla di positivo.

Al di là dell’encomiabile sforzo delle forze dell’ordine che fanno quanto mezzi e risorse mettono a disposizione credo si debba rinnovare l’appello affinché (come richiesto a suo tempo, inascoltati dal Centrosinistra) vengano ridisegnati i servizi di polizia municipale e reinvestiti nella massima parte in attività di controllo (anche serale e notturno) del territorio, con una attività capillare di perlustrazione e vigilanza coordinata con polizia, carabinieri e guardia di finanza. Meno multe per eccessi di velocità di pochi chilometri all’ora e più vicinanza ai cittadini.

Ovviamente non si tratta di responsabilità autonome del corpo di polizia municipale ma di scelte politiche della giunta comunale di Bolzano che però sino ad oggi ha eluso risposte precise sulle reali necessità avvertite dai cittadini. E ciò alimenta le paure e le rabbie, ogni mattina dopo ogni furto (o serie di furti) la città si sveglia con la sensazione di impotenza.

E’ ora di intervenire con gli strumenti di cui il Comune dispone con provvedimenti concreti. Inutili continue vessazioni verso i cittadini onesti per contravvenzioni per 4 chilometri all’ora in più sull’arginale o per fermate di sosta breve fuori dalle righe o senza vignetta colorata (i bolzanini sono sufficientemente educati e rispettosi delle regole), le emergenze sono altrove. Sorprendente il fatto che solo pochi giorni fa il sindaco Renzo Caramaschi abbia invece per assurdo sospeso ogni forma di collaborazione con il comune di Laives sull’impiego comune delle polizie municipali. Si va nella direzione completamente opposta a quella suggerita dai cittadini.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore