La vittoria di Donald J. Trump per la Presidenza degli Stati Uniti d’America è una vittoria della democrazia.

Gli americani hanno votato e scelto e tutti se ne facciano una ragione. Questa è la democrazia. Si vota e si accetta il voto.
Le isterie di quanti invece ancora non riconoscono la libera determinazione dei cittadini, strillano lanciando veti, immaginano scenari catastrofici sono la riedizione di quanto abbiamo visto per decenni anche in Italia che per paradosso non fa altro che potenziare la protesta contro le liturgie della vecchia politica con la puzza sotto il naso. Quella che condanna proprio il voto americano.
L’Italia piuttosto impari la lezione di democrazia americana: negli Usa i presidenti se li scelgono. Dalle nostre parti stiamo ancora subendo invece il terzo Capo del Governo imposto da Napolitano e votato da un Parlamento di nominati, non dai cittadini ma nemmeno indicato dai cittadini.

Alla vigilia del referendum costituzionale una ragione in più per votare no ad una riforma che peggiorerà lo stato di salute della democrazia in Italia e per pretendere una Costituente eletta dai cittadini e un presidenzialismo in cui i cittadini scelgano il loro Presidente con il contrappeso di un Parlamento eletto e non scelto nelle segreterie dei partiti.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore