Gli Schützen celebrano e ricordano solo i loro caduti, violato un codice etico e di fratellanza rispettato in tutta Europa

L’esibizione, some sempre muscolare, degli Schuetzen oggi in piazza Walther a Bolzano ha avuto un gusto particolarmente amaro. Ormai completamente dedicati al culto della morte e del passato gli Schuetzen hanno avviato le celebrazioni per la benedizione delle croci in ferro dedicate al ricordo dei battaglioni di milizia territoriale tirolese caduti sul fronte italiano durante la prima guerra mondiale.

Un macabro ricordo solo dei caduti austriaci.

Da quando la democrazia e lo spirito di fratellanza universale si è affermato in tutta Europa si celebrano al contrario sempre le vittime di tutte le guerre indipendentemente dalla divisa indossata. E’ un atto di rispetto e di volontà di superamento delle divisioni del passato. Che non vale per gli Schuetzen che sono rimasti gli ultimi a dedicare la propria memoria, nelle loro celebrazioni, solo ai caduti propri escludendo gli altri. Mantenendo vivo il concetto amici/nemici.

Una tristezza infinita che sconfina nella provocazione.

Ovviamente mi riserverò di chiedere quanto questa consueta esibizione di superiorità morale sull’Italia sia costata al contribuente italiano, ossia se siano stati destinati a sostegno di questa iniziativa anche contributi pubblici considerato l’alto costo delle tabelle, oltre 70, che sono state predisposte.

Ma non c’è informazione postuma che potrà rendere meno amare certi atteggiamenti inutili e ormai fuori dalla storia.

Alessandro Urzì
Consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore