L’appello alla secessione dell’Alto Adige lanciato dalla formazione di Süd-Tiroler Freiheit alla clausura del partito svoltasi gli ultimi giorni in una località non a caso austriaca dimostra – se ce ne fosse ancora bisogno – come il tema della radicalizzazione della politica anti italiana in Alto Adige si è drammaticamente imposto nel dibattito politico locale.

Süd-Tiroler Freiheit è la medesima componente che aveva provocato l’incidente attorno alla cancellazione in Consiglio provinciale della denominazione ufficiale di “Alto Adige” dal testo della cosiddetta legge Europea.

“Il Governo deve intervenire, come peraltro richiesto questa mattina nell’aula della Camera dei Deputati dall’on. Luca De Carlo in nome del Gruppo di Fratelli d’Italia, nel dettare dei limiti -imposti peraltro dalla Costituzione – all’esplicito richiamo come strumento di lotta politica alla secessione. Il caso catalano mostra come eccessi di tolleranza non arginati sulla base delle regole della convivenza democratica siano forieri esclusivamente di tensioni di cui nessuno avverte il bisogno”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.

“Il rivendicare il preteso diritto al distacco dell’Alto Adige dall’Italia avanzato da Süd-Tiroler Freiheit, costituisce una inammissibile pretesa al di fuori dei confini costituzionali. La sempre più diffusa benevolenza verso simili atteggiamenti costituisce ulteriore motivo di preoccupazione. Al Governo è chiesta una presenza di garanzia verso l’assetto democratico costituzionale che non può essere più rinviata”, ha concluso Urzì.