Rigurgiti sovietici in Consiglio provinciale.
“I Verdi presentano un documento per chiedere di venire in soccorso degli altoatesini che hanno non ce la fanno più con gli stipendi da fame che si guadagnano in Alto Adige. Ho esultato di felicità: finalmente qualcuno che condivide la nostra battaglia che avevamo presentato solo pochi mesi fa come “Bonus carovita”. Poi ho letto il documento e mi sono venuti i brividi”, ha commentato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia).


Come si risolve il problema? Non garantendo di introdurre in provincia di Bolzano un regime di concorrenza che aiuti ad abbassare i prezzi togliendoli dalle mani dell’oligopolio dei grandi gruppi (sempre gli stessi) che non lasciano spazio a nessun’altro; non facendo costruire più case per abbassare i costi impazziti del mattone e dell’affitto, no.Non garantendo da parte della Provincia e Comuni servizi che altrimenti costano al cittadino. No.Come? Costringendo i datori di lavoro, ossia chi il lavoro lo produce, spesso dovendo affrontare difficoltà ancora maggiori, burocrazia, mutui infiniti a tassi omicidi, tassazioni da urlo, a pagare di più i propri dipendenti, a rispettare un parametro fisso.


“L’ultimo rigurgito sovietico: il problema non è per i Verdi la Provincia che ha applicato in diversi ambiti (commercio, edilizia, investimenti) i protezionismi che hanno fatto scattare in alto il costo della vita e dei servizi vitali (casa, acquisto di beni consumi, costi sociali come quello della Sanità privata perché quella pubblica non funziona) ma gli imprenditori (anche i piccoli imprenditori ed artigiani) che dovranno trovare i soldi per pagare di più i propri dipendenti. Che poi anche loro siano vittime della tassazione al 65%, della burocrazia, dei laccioli della Provincia, chi se ne frega”, ha proseguito Urzì.


Insomma la Provincia può continuare a fare pagare il prezzo delle proprie chiusure ai cittadini ed alle aziende.Il prezzo lo paghino gli imprenditori minacciati dai Verdi: se non pagheranno i salari sociali devono anche scattare, secondo i Verdi, le sanzioni verso di loro, devono essere tolti tutti gli incentivi ed aiuti, devono essere applicate le addizionali più alte.
Compagni di tutto l’Alto Adige unitevi nel cacciare i “padroni”, i Verdi sognano la Repubblica sovietica dell’Alto Adige.


“Intanto questa follia la pagano gli altoatesini che il costo della vita impazzito lo pagano davvero. Ma il problema non si risolve uccidendo anche gli imprenditori (anche i piccoli imprenditori) che il poco lavoro non pubblico che c’è lo danno…”, ha concluso Alessandro Urzì.