“Il PD ormai mira a fare eleggere con i voti tradizionalmente “italiani” del suo elettorato consiglieri provinciali di lingua tedesca: la candidatura con alte possibilità di successo di Renate Prader di Bressanone potrebbe costituire un colpo mortale alla rappresentanza italiana nel futuro Consiglio provinciale. Se per esempio la candidata fosse stata eletta cinque anni fa gli italiani in Consiglio sarebbero scesi addirittura a 4 (su 35 consiglieri) e quindi sarebbero divenuti ininfluenti nelle Commissioni legislative, negli organismi di garanzia, un problema gravissimo”, ha dichiarato Alessandro Urzì (Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore).

“Sia chiaro: ciascuno ha il diritto di candidarsi ovunque e con chi vuole. Anche L’Alto Adige nel cuore come Fratelli d’Italia conteranno su candidati di testimonianza dichiarati di lingua tedesca e se ne fanno vanto. Ma nella gravissima situazione di rappresentatività del gruppo italiano in Provincia che un partito “italiano” e attualmente di governo decida a tavolino di fare eleggere consiglieri di lingua tedesca con i voti degli elettori di lingua italiana contribuirà a cancellare d’ufficio e con consapevolezza la rappresentanza italiana in Consiglio provinciale (considerata l’alta possibilità di elezione di Renate Prader). E ciò è grave e certifica la definitiva rinuncia del PD al ruolo di portatore di interessi della minoranza italiana”, ha continuato Urzì.

“Si dirà che altri partiti candidano indifferentemente (e con alte possibilità di elezione) italiani e tedeschi, come tradizionalmente i Verdi. Ma in questo caso consiglieri come Dello Sbarba vengono eletti soprattutto grazie ai voti degli elettori verdi di lingua tedesca, che sono la maggioranza del proprio bacino elettorale, rinforzando la rappresentanza del gruppo “debole”. Un atto di generosità “etnica” senza pregiudizi, va riconosciuto. Ma così si rinforza il gruppo debole, per l’appunto, quello italiano, togliendo molto poco a quello “forte”, di lingua tedesca”, ha proseguito Urzì.

“Il PD farà invece l’opposto: taglierà le gambe al gruppo debole, l’italiano, per inforzare quello forte, quello tedesco. Una abdicazione dal suo ruolo storico di bacino elettorale “italiano” che si farà sentire sui futuri assetti della politica provinciale. Che sia chiaro: nulla di personale nei riguardi della signora Renate Prader, che per il PD fa già la Presidente del Consiglio comunale di Bressanone (posto riservato al gruppo linguistico tedesco, il vice è stato indicato dalla maggioranza Svp/PD in Massimo Bessone della Lega). Il problema è il PD, non la signora Prader, che gode della massima stima personale. Un partito che “fa l’italiano” ma poi schiera fra i “vincenti” una candidata di lingua tedesca offrendole la possibilità di fiaccare ancora di più la rappresentanza italiana in Consiglio provinciale fa gli interessi di chi?”, ha concluso Alessandro Urzì.