Invece di accarezzare vecchie nostalgie e antiche retoriche pantirolesi (le celebrazioni oggi a Mantova del ricordo di Andreas Hofer insieme al capitano del Tirolo Günther Platter) alla Provincia è richiesta una energica iniziativa proprio sul Land Tirol per fare cessare le limitazioni abnormi del traffico pesante in territorio austriaco sull’asse Verona – Monaco che stanno producendo una catastrofe sull’intero sistema dell’autotrasporto sia in Alto Adige che in tutta Italia.

“Si pensi solo che in Tirolo possono viaggiare per assurdo Tir euro 0 se austriaci, ma è preteso l’euro 6 per gli autotrasportatori italiani ed esteri. Basti pensare a come siano stati limitati i trasporti di beni di consumo in determinate fasce orarie, ma siano invece agevolati i viaggi che riguardano alcune categorie di prodotti ad esempio, guarda caso, il legname, come se un Tir che trasporta lavatrici inquinasse di più di un analogo mezzo che porta fusti di albero delle vallate tirolesi”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.

“Il presidente della Provincia Arno Kompatscher invece di schierarsi al fianco dell’autotrasporto altoatesino ed italiano, ha fatto moine al governatore Platter, rilanciando ipotesi di improbabili prenotazioni degli attraversamenti dell’asse Verona Monaco che tutta l’economia ha già respinto.  Si tratta di capire se il Tirolo e l’Austria si  considerino titolari del diritto, da europei, di creare danno ad altri europei, senza alcun rispetto dei principi della libera circolazione e della concorrenza. Intanto il prezzo di tutto questo finto ambientalismo di maniera (il tema è destinato ad essere superato con il tunnel di base) lo pagano i consumatori, ovviamente i nostri consumatori”, ha proseguito Urzì

Una  mozione è già depositata in  Consiglio provinciale, ma ci si aspetta che questo atteggiamento di sfida autoreferenziale da parte del Tirolo verso l’Italia e l’economia dell’Alto Adige sia affrontato con un minimo di carattere e rigore dalla Giunta provinciale.

“Altro che bande e marcette in un ipocrita clima di collaborazione con il presidente Platter a Mantova”, ha concluso Alessandro Urzì.