“Il vicedirettore di Libero Giuliano Zulin venga a Bolzano, lo invito ad un confronto faccia a faccia con il sottoscritto sul tema degli Italiani dell’Alto Adige. La proposta, chiamatela sfida se volete, la lancio dopo che Libero oggi l’ha davvero sparata grossa sull’Alto Adige (non è italiano, restituiamolo all’Austria)”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“Il vicedirettore Giuliano Zulin prima della brillante carriera giornalistica ha avuto un trascorso nella Lega, ci racconta la testata della bassa veronese Legnago24 da dove Zulin proviene. Su questa posizione Zulin e Libero si allineano a quelle dei Freiheitlichen, se non di Eva Klotz. E’ l’approccio culturale di una certa area politico/culturale che in passato anche la Lega locale aveva rivendicato soffermandosi su letture semplificate, quasi banalizzate degli eventi storici. E con esse si mette in discussione non solo la attuale sovranità italiana sull’Alto Adige ma anche la dignità e la tutela della minoranza italiana. Quasi non esistesse o non avesse diritti”, ha detto Urzì.

“Aspetto ora Giuliano Zulin a Bolzano, a spiegarci il suo punto di vista. Lo ospiterò volentieri. In fondo questi atteggiamenti non sono diversi da quelli dei candidati italiani (come italiano è anche lo stesso Zulin) che si vestono in Lederhosen e le signore in Dirndl, per esibire la loro sudditanza culturale e politica di fronte ad un sistema. Lo dice anche l’Inno d’Italia che sono gli Italiani stessi ad avere una innata propensione a farsi deridere e calpestare”, ha proseguito Urzì.

“Ecco, mi piacerebbe parlare di questo nel faccia a faccia con il vicedirettore di Libero, di quello che è invece l’orgoglio da Italiano di avere saputo costruire pace e sicurezza lungo uno dei confini più instabili e dolorosi d’Europa, costato tanti denari all’Italia, costato tante rinunce agli Italiani dell’Alto Adige, costato tanta intelligenza fra i fratelli concittadini di lingua tedesca che hanno accettato l’autonomia. Con lungimiranza. Sino a quando ora qualcuno non ha deciso di riaccendere le micce. Passi Kurz e i Freiheitlichen, passi anche Kompatscher che deve farsi la campagna elettorale ma gli Italiani che conoscono l’Alto Adige solo per la settimana bianca per favore si astengano dal pronunciare banalità che contribuiscono una volta di più, nella peggiore tradizione italiana, a renderci ancora più derisi oltre che calpesti”, ha concluso il Consigliere Alessandro Urzì.