“Ma ve lo immaginate se un partito politico di governo di ieri o oggi in Italia avesse varato un Ufficio di formazione politica con il compito di ”formare” politicamente la popolazione? Come minimo si sarebbe scatenata la rivoluzione e nelle piazze sarebbero comparsi i forconi”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“Tutto questo invece è diventato ufficiale in Alto Adige dove ormai la corsa alla lottizzazione ed alla occupazione di ogni spazio di iniziativa pubblica da parte del blocco “sovietico” Svp/PD è integrale, tanto da ritenere normale che possa essere costituito un Ufficio politico con compiti di “educazione civica”. A chi dovrà rispondere questo Ufficio politico (Politburo, si è azzardato a definirlo nel corso del duro scontro in Consiglio provinciale)? Alla maggioranza Svp/Sinistra, quella rappresentata in Ufficio di Presidenza, che avrà potere di vita e di morte nell’elaborare le attività di “educazione” civica e politica. Nemmeno la forma, per quanto riguarda l’imparzialità arrogata, è stata rispettata”, ha proseguito Urzì.

“Ho denunciato con tutte le energie una manifestazione di arroganza senza precedenti che potrà esercitare la sua influenza in un campo ampio di iniziative di propaganda per legge, particolarmente rivolte ai giovanissimi.  Scoprire che è la Provincia di Bolzano a rimpiangere i tempi delle scuole di educazione alla “coscienza” politica sul modello di quelle dei Balilla è sorprendente ed al limite dell’insolente. Tutto questo ovviamente avrà anche un costo, oltre un milione e mezzo all’anno. La propaganda costa. Di mezzo c’è anche tutto il sistema di associazioni di area e per la formazione permanente che sapranno trovare risorse fresche per le opere di indottrinamento al metro di pensiero unico imposto dal “sistema Alto Adige”, ha continuato Alessandro Urzì.

“Un cortocircuito fra potere politico e società civile che dovrebbe preoccupare tutte le persone libere. La costituzione dell’Ufficio politico è avvenuta oggi nelle pieghe della discussione sulla legge sulla democrazia diretta, la partecipazione e la formazione politica dettata da una iniziativa trasversale della Svp e dei Verdi. Ed approvata a colpi di maggioranza con conseguenze, per il futuro, incerte sul pluralismo di pensiero (lasciamo perdere quello politico) in Alto Adige”, ha aggiunto il Consigliere provinciale e regionale.

“Unica consolazione: l’alzata di scudi che ho scatenato oggi in aula ha fatto togliere dalla legge un passaggio ancora più sconcertante: la educazione politica era rivolta inizialmente “con particolare attenzione per le fasce di popolazione lontane dalla politica e con scarso livello di istruzione”, il terreno ideale per fare propaganda. Tolta questa frase dalla legge ma rimane il pensiero che questo sarà il target verso il quale l’Ufficio di formazione politica lavorerà”, ha concluso Urzì.