Kompatscher pone le sue condizione allo Stato “pretendendo” di non onorare gli accordi finanziari ottenendo un unilaterale sconto sul proprio debito, minaccia subito dopo in una conferenza istituzionale il rischio di un rigurgito secessionista se non ci saranno precisi impegni in questo senso e solo poche ore dopo proprio i secessionisti mettono a segno diverse azioni dimostrative in tutto l’Alto Adige.

Come poteva sapere Kompatscher quello che poche ore dopo sarebbe accaduto?

Quali informazioni ha il Presidente Kompatscher su ciò che si muove nella galassia antitaliana organizzata addirittura riuscendo a prevedere con tale precisione una così pesante serie di provocazioni? Ci stiamo riferendo all’imbrattamento del cippo di frontiera del Brennero la notte seguente il raduno di forze politiche secessioniste, il furto della bandiera nazionale con il danneggiamento del pennone sempre al Brennero, fuochi di richiesta di abbandono dell’Italia sopra Scaleres nei dintorni di Bressanone, striscioni con gli slogan che incitano alla mobilitazione (Iatz) a Merano.

Una serie di episodi gravissima. Di altri, segnalatici, attendiamo la conferma.

Ma come poteva sapere o immaginare Kompatscher. Di quali informazioni che noi non abbiamo dispone?

Chiederemo risposte precise con una interrogazione urgente.

Il fatto è grave e altrove sarebbe considerato al limite dell’accettabile sul piano del rispetto della propria funzione istituzionale.

E poi: non si ritiene grave che sia evocato lo spettro della sovversione all’ordinamento costituzionale dello Stato in una conferenza istituzionale in cui lo stesso Stato è messo sotto minaccia da parte di un Presidente della Provincia che ammonisce: se non accadrà quello che chiediamo (ossia che lo Stato rinunci ad una quota delle risorse che la Provincia ha concordato debba per la partecipazione alle spese della Nazione) si attiveranno i secessionisti? E poi ve la vedrete voi con loro…

Lo spettro catalano si sta materializzando con una leggerezza assoluta ed una sottovalutazione preoccupante.

Questo è il risultato di una benevolenza che negli ultimi anni ha riguardato anche in Consiglio provinciale le posizioni radicali, secessioniste ed antitaliane sostenute da diverse forze politiche le cui posizioni spesso sono state accarezzate anche dalle forze di governo locali. Ovvio che oggi queste si sentano autorizzate ad andare oltre.

Ma quello che chiediamo è quale contiguità esista a livello istituzionale se certe azioni possono essere anche annunciate o anticipate dal Presidente di una Provincia che invece di condannarle le evoca…

Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale Fratelli d’Italia L’Alto Adige nel cuore