La Lega altoatesina costretta a esprimersi sul passaporto austriaco agli altoatesini lancia sul campo il passaporto europeo, ma fa confusione, le sfugge che esso c’è già. Chiariscano piuttosto il loro rapporto con chi la “cretinata” dell’estensione della cittadinanza austriaca agli altoatesini di lingua tedesca propone e sostiene perché sono proprio gli stessi con cui vorrebbero allearsi e governare questa provincia. Su quale presupposto di dignità? A quali condizioni? Ce lo dicano ora, prima del voto, e non dopo.

A sostenerlo è Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore, che ha aggiunto: “Non bastano le dichiarazioni del segretario della Lega in Alto Adige Massimo Bessone che sono la riprova di un atteggiamento ondivago e ambiguo che lascia aperta ogni ipotesi e possibilità per il futuro. Parlare di passaporto europeo è come parlare del nulla. Il leggero rimbrotto alla Svp che non pone paletti e veti assoluti sul tema non è altro che un atteggiamento di convenienza per tentare di recuperare un mese di silenzi”.

“La Lega in Alto Adige esca allo scoperto dicendoci se ritiene cretinate tutti le provocazioni di questi ultimi anni, compresa la richiesta di cancellare la toponomastica italiana, e se ritiene cretinata anche la richiesta di richiedere l’abolizione dell’interesse nazionale sull’Alto Adige proposto dalla Svp in Senato. Solo allora sarà chiaro cosa è la Lega in Alto Adige, tutta diversa da quella nazionale e forse anche trentina”, ha concluso Alessandro Urzì.