Solland Silicon, la misura è colma, sono necessari urgenti interventi a sostegno dei dipendenti che da tre mesi non percepiscono lo stipendio

Urgenti interventi di carattere economico a sostegno delle maestranze della Solland Silicon di Sinigo che da oltre tre mesi sono percepiscono lo stipendio: è quanto richiede il consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì, con una interrogazione urgente ed una mozione presentate alla Giunta provinciale.

Per i 140 dipendenti dell’azienda e per le loro famiglie la situazione sta diventando ogni giorno più insostenibile, di fronte alle continue promesse mai onorate dell’imprenditore Pugliese. Il  titolare della Solland, nello scorso dicembre, nel corso di un vertice tenutosi al Ministero dello Sviluppo economico, con la presenza di rappresentanti della Provincia di Bolzano, aveva sottoscritto un impegno  a liquidare almeno parzialmente quanto dovuto ai dipendenti. Ma alle parole non sono seguiti i fatti.

“La Provincia deve intervenire immediatamente con ogni strumento disponibile anche, se del caso invitando il Comune di Merano ad attivarsi, per individuare e garantire le più opportune forme di sostegno al reddito ai lavoratori dipendenti della Solland Silicon” – così Urzì, nella sua mozione che sarà accompagnata da un’articolata interrogazione di attualità che sarà trattata già nei primi giorni di febbraio per far luce su quanto sta avvenendo nello stabilimento di Sinigo. 

“Ci sono molte ombre – sostiene Urzì – in quanto è accaduto in questi ultimi due anni. Un ramo d’azienda che sarebbe stato ceduto per un prezzo davvero lontano dal proprio valore, il riavvio della produzione, periodicamente annunciato e mai avvenuto, nonostante sarebbe stato finanziato direttamente dalla Sun Edison, da cui Pugliese aveva rilevato il reparto per la produzione del monocristallo, nonostante la grave crisi che da tempo incombeva sul settore. E sullo sfondo quell’imponente e costosa opera di bonifica dell’area, qualora si procedesse con la chiusura dell’impianto”.

Rimane il fatto che nel tempo, ormai da più di due anni, sono promessi  da tutti gli enti, sia Provincia che Comune, interventi a sostegno del reddito (attraverso l’Ipes, per rinviare l’esazione delle rette dei mutui, per sostenere le rette di iscrizione dei bambini alle scuole…) ma che i lavoratori non hanno potuto godere di nulla di sostanziale tanto da permettergli di affrontare questo momento che tutti auspicano provvisorio.

La manifestazione di oggi non ne è che l’esasperata e comprensibile conseguenza. Bisogna evitare il peggio.

 

La segreteria del consigliere provinciale Alessandro Urzì