Invertire il processo di consultazione prima della composizione della giunta provinciale, o perlomeno integrarlo con delle consultazioni parallele a quelle avviate dalla Svp. A proporlo è Alessandro Urzì, consigliere provinciale al quinto mandato, eletto con la lista L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia Uniti.

“Per quale  ragione una sola forza politica, come la Svp, sprovvista largamente della maggioranza assoluta in Consiglio provinciale e che quindi deve necessariamente reggersi sull’apporto di altre componenti politiche deve avere l’esclusività del privilegio della consultazione? Per quale motivo tutte le componenti politiche saranno chiamate a rendere conto solo alla Svp delle proprie volontà?”, ha dichiarato Urzì.

“Per questo lancio la richiesta perlomeno alle aree più omogenee a quella da me rappresentata o con le quali un confronto sui temi sia possibile: consultazioni interpartitiche per elaborare una piattaforma di rilancio di una politica plurale in Alto Adige non intesa come dipendenza assoluta dalla Svp che si riconosce come il primo partito della nostra provincia ma che deve cominciare a fare i conti con una proposta politica articolata. Il Team di Koellensperger che conta sei consiglieri, la Lega che ne conta 4, e tutti gli altri che rappresentano una porzione importante di società altoatesina per quale ragione dovrebbero avere come unico interlocutore la Svp e non allacciare intese fra di sé per proporsi come blocchi sociali altrettanto imprescindibili come la Svp per la composizione di una maggioranza?”, ha proseguito Alessandro Urzì.

“L’Alto Adige nel cuore Fratelli d’Italia si propone come interlocutore, prima delle consultazioni con la Svp, a queste forze, per verificare punti di condivisione sui programmi capaci di creare un effettivo equilibrio di pesi nella futura maggioranza. La Lega per esempio potrebbe presentarsi alle consultazioni, se disponibile ad una intesa sui programmi con L’Alto Adige nel cuore Fratelli d’Italia, pesando 5 consiglieri e non 4. Se l’intesa si allargasse ad altri il fronte potrebbe salire a 6 se non 12… Noi abbiamo presentato i nostri punti imprescindibili prima del voto. Pronti quindi a discuterne con tutti. Si tratta di decidere se rimettersi alle volontà solo della Svp (con Kompatscher nel ruolo di chi dà le carte e sceglie il partner) o pensare ad una strategia diversa che costruisca una forma alternativa reale di distribuzione dei poteri in Alto Adige”, ha concluso Alessandro Urzì.