Fino al 30 ottobre 2020 (l’epidemia era già galoppante in Alto Adige) la Provincia di Bolzano rilasciava permessi retribuiti per la partecipazione dei propri dipendenti ai tradizionali Toerggelen prevedendo la corresponsione anche di un contributo pro quota di partecipazione.

Lo ha annunciato il Presidente della Provincia Arno Kompatscher rispondendo ad una mia precisa richiesta di informazione su un dubbio che era stato sollevato da diversi osservatori ossia l’opportunità in piena epidemia di autorizzare un numero altissimo di dipendenti provinciali a partecipare ad una occasione sicuramente attesa e amata ma certamente pericolosa, considerati gli effetti sull’indice di contagio dei giorni seguenti.

Infatti in due settimane l’indice di contagi sarebbe esploso.

Ovviamente assegnare ai Toerggelen la responsabilità esclusiva sarebbe ingeneroso.

Ma appare paradossale che sia stata la stessa Provincia, che ora chiede a tutti sacrifici pesantissimi, in un momento cruciale della stagione autunnale a favorire l’afflusso di migliaia di persone nei masi dell’Alto Adige.

Ovviamente nel rispetto di tutte le prescrizioni, ufficialmente… ha dichiarato Kompatscher. Ma è ovvio che pensare alle Stuben dei nostri bei masi zeppe per momenti tradizionalmente conviviali, finestre chiuse, permanenza di colleghi e non familiari per alcune ore con la compagnia del vino novello che fa parte del rituale assieme ai piatti generosi da condividere, fa pensare davvero male.

Quanta responsabilità assegnare alle autorizzazioni della Provincia per i permessi retribuiti per la partecipazione ai Torggelen sino al 30 ottobre in relazione all’aumento dei contagi è difficile se non impossibile, ma l’avere introdotto le restrizioni solo a chiusura della stagione fa ancora una volta pensare male.

Verrebbe da pensare peraltro che pur trattandosi di una splendida tradizione forse il corrispettivo del contributo pubblico a giustificazione dell’assenza dal lavoro questo anno forse avrebbe potuto premiare in modo più equo e trasversale anche altre categorie, oltre ai gestori degli agriturismi, in particolare crisi come parrucchieri, estetisti, commercianti e magari ristoratori delle città, perlomeno per evitare gli assembramenti che molti giurano di avere visto ai Toerggelen. Un permesso ed un contributo per godere di queste prestazioni avrebbe aiutato e non poco le aziende in crisi.

Servono poco le restrizioni che penalizzano tutti quando la Provincia, bifronte, sui Toerggelen ha avuto tutt’altro atteggiamento e tolleranza. Sino al 30 ottobre, a seconda ondata ormai esplosa (ricordiamo l’Alto Adige zona rossa).

Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia