La decisione da parte della giunta provinciale e del suo presidente di disertare ieri il tavolo di confronto aperto al Ministero per lo sviluppo economico sulla drammatica crisi della Solland lascia interdetti è profondamente mortificati tutti gli altoatesini che in un momento di tale difficoltà così estrema dei lavoratori dello stabilimento e per l’intero tessuto economico della città di Merano si attendevano almeno un atto di condivisione e collaborazione.

L’assenza di un qualunque rappresentante della giunta (presente solo un funzionario peraltro nemmeno del settore economico dell’amministrazione provinciale) è suonato come la dichiarazione di disinteresse della Provincia attraverso la cui lente di leggerebbero meglio anche alcuni dei passaggi che secondo interpretazioni avrebbero agevolato la dismissione dell’impianto a condizioni peraltro se non di favore almeno vantaggiose per i concorrenti alla chiusura del complesso. Inammissibile in ogni caso che la Provincia se ne sia lavata le mani.

“Ne chiederemo ragione. Così facendo non si interpreta il corretto ruolo di rappresentanza di tutti gli interessi a partire da quelli dei lavoratori ma soprattutto si fa intuire come l’amministrazione provinciale abbia pedissequamente obbedito al sindaco verde Roesch che da subito aveva indicato la strada: chiusura senza condizioni. E così è stato. Senza considerare lo sgarbo verso il governo che il tavolo al Mise aveva convocato”, ha commentato il Consigliere provinciale e regionale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia)