La scuola primaria di Magrè, per il prossimo anno scolastico, non è stata soppressa ma sospesa: ciò sta a  significare che può essere riattivata, qualora vi sia un considerevole incremento di popolazione scolastica nel Comune di pertinenza.

Ad affermarlo è l’assessore provinciale all’Istruzione Christian Tommasini, in risposta ad un’interrogazione del consigliere Alessandro Urzì, che chiedeva di sapere quanti saranno gli alunni coinvolti nel cambio d’istituto in seguito alla chiusura della scuola, dove potranno frequentare i prossimi anni scolastici e se sarà previsto un servizio di trasporto per gli stessi.

Secondo l’assessore Tommasini, la decisione di sospendere il plesso di Magrè è stata ampiamente condivisa con la popolazione del Comune e dei paesi vicini anche in considerazione che le proiezioni indicano un ulteriore contrizione di iscrizioni. Degli iscritti  per il  prossimo anno scolastico, uno solo afferisce per nascita al gruppo italiano; gli altri sei hanno background migratorio e tre di loro non sono cittadini italiani. Sette saranno – sempre secondo l’assessore –  gli studenti che in seguito alla sospensione delle lezioni a Magrè dovranno frequentare la scuola primaria di Laghetti di Egna, raggiungibile tramite  un servizio speciale di trasporto alunni garantito dalla Provincia.

Urzì aveva inoltre chiesto alla Giunta provinciale per quale motivo non fosse stato introdotto nella scuola elementare di Magrè l’insegnamento con metodo Clil (Content and Language Integrated Learning), e se non si ritenesse  che la chiusura della scuola  potesse costituire una grave perdita per lo sviluppo e l’identità della comunità italiana in Bassa Atesina.

L’assessore ha dovuto ammettere che l’alto numero di stranieri iscritti ha reso necessaria anzitutto una buona alfabetizzazione in lingua italiana.  II CLIL  – sempre secondo l’assessore – non e l’unica  strategia che viene adottata per l’apprendimento  di tedesco L2, anche se a Magrè sono attivi  anche quest’anno progetti didattici di collaborazione e “immersione”.

“La nostra scuola – ha commentato il consigliere Urzì – da anni è popolata da alunni e alunne straniere/i . L’insegnamento  in classi plurilingui  richiede un adeguamento dell’offerta formativa prevedendo  nuove figure professionali all’interno degli istituti scolastici.  La chiusura del plesso scolastico di Magrè poi  è conseguenza diretta dell’assenza di programmi di insegnamento veicolare della seconda lingua, che a maggior ragione in Bassa Atesina  avrebbero reso più attrattiva la scuola.

Adesso  – conclude Urzì – oltre a perdersi un punto di riferimento vitale per la Comunità,  si perderà anche la continuità didattica assicurata ai bambini.

 

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