Il mancato e ancora rinviato taglio dell’indennità del Presidente della giunta provinciale e degli assessori? Non è nulla in rapporto a quanto si sta profilando all’orizzonte. Oggi l’annuncio di fatto ufficiale in Collegio dei capigruppo. La Svp vuole elaborare una forma di finanziamento pubblico “provinciale” ai partiti.
Sarà un fuoco di sbarramento su tutta la linea, ho annunciato.
Così, approfittando della confusione su quello che si dovrebbe fare ma che non si vuole fare (il taglio dello stipendio di Kompatscher e dei suo assessori per adeguarlo ai parametri dettati dal decreto Monti) non solo si prende tempo ma si lavora di nascosto (pare se ne stia occupando il senatore Zeller che si era lasciato scappare qualcosa l’altro giorno in conferenza stampa) per prevedere forme di finanziamento diretto ai partiti.

La Svp annaspa nei debiti ed ecco l’uovo di colombo, autofinanziarsi con i soldi dei contribuenti italiani ottenendo una deroga speciale perché la storia dei finanziamenti ai partiti è di competenza dello Stato.

Quando la notizia si è profilata in tutta la sua chiarezza sono stato chiarissimo: si metta mano subito al taglio delle indennità del presidente della Provincia e degli assessori perché la Provincia è inadempiente anche se il parere legale chiesto ed ottenuto dal Gruppo parlamentare per le Autonomie (Svp) ha detto che il dovere c’è ma non c’è la sanzione per chi non lo rispetta. Si tagli come dovere morale, e basta. Si faccia quello che i consiglieri regionali hanno già fatto per sé. I quasi 20.000 euro al mese del Presidente della Provincia (chiunque sia) sono davvero troppi.

Con la scusa dell’Autonomia (strumentalizzata oltre ogni misura della decenza) si sostiene ora che a Bolzano non dobbiamo farci dettare la linea da Roma e dobbiamo poterci decidere tutto, dagli stipendi ai bonus, dai privilegi sino al finanziamento ai partiti.

L’Alto Adige nel cuore nonostante ciò costi sacrifici perché è una forza che vive del suo solo autofinanziamento si opporrà con forza, con ogni mezzo regolamentare e democratico a questa ennesima prova di superficialità ed arroganza del potere locale.

Consigliere provinciale e regionale Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore