Il Comune di Lagundo, che ha aderito al progetto Sprar, accoglierà la propria quota di profughi. Ma non lo farà nel centro storico del paese e neppure tra i masi che caratterizzano il Paese o gli alberghi frequentati dai turisti.

La sede prescelta sarà la ex casa cantoniera del paese, che si trova sì nel Comune di Lagundo ma a pochi passi dal confine con il territorio del Comune di Merano. In un’area su cui insiste già l’analoga struttura di accoglienza meranese di via IV Novembre.

L’ufficializzazione degli insistenti “rumors” provenienti dai preoccupati residenti della zona è arrivata dall’assessore provinciale Martha Stocker che nei giorni scorsi ha informato a riguardo il consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì. La ricerca di possibili soluzioni – ha scritto Stocker nella risposta all’interrogazione di Urzì –  ha identificato come unico immobile concretamente disponibile ed utilizzabile quello in oggetto” la ex casa cantoniera appunto.

“Un’immobile che peraltro – ha commentato il consigliere Urzì – necessiterà di radicali interventi di ristrutturazione considerata la situazione di abbandono in cui versa. Ma è soprattutto la concentrazione dei richiedenti asilo in un’unica area – prosegue Urzì – a preoccupare. Non è un caso che proprio quella zona aveva visto l’affacciarsi di fenomeni di prostituzione su strada che a Merano non erano noti.  Ora questa nuova struttura che toglie le castagne dal fuoco a Lagundo ma che non lascia di certo contenti gli abitanti di una zona che ha visto rapidamente deprezzare il valore degli immobili proprio a causa delle scelte dei Comuni in materia di accoglienza. Se l’accoglienza, come ha dichiarato l’assessore Stocker, ha luogo in ragione di 3,5 persone per 1000 abitanti, in quel quartiere il  dato è stato ampiamente superato – ha concluso Urzì che sui costi dei lavori per rendere agibile la ex casa Cantoniera e su chi se ne farà carico ha presentato una nuova interrogazione.