“L’incontro di amicizia e sintonia politica fra il vicepresidente del Consiglio italiano Matteo Salvini con il vicecancelliere austriaco Strache, leader dei Freiheitlichen austriaci, deve essere avvenuta sulla base di informazioni al leader della Lega fornite dal Commissario provinciale della Lega Massimo Bessone sommarie e incomplete”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“Non è infatti possibile che il leader nazionale della Lega si avventuri su terreni delicatissimi come quello della concessione della cittadinanza austriaca agli altoatesini (cavallo di battaglia dei Freiheitlichen austriaci) senza essersi prima consultato con la dirigenza locale della Lega. E la dichiarazione per cui “ si troverà un accordo” fa intendere che la Lega altoatesina non deve avere in alcun modo escluso categoricamente questa eventualità. Altrimenti Salvini non si sarebbe certamente spinto a sostenere che una soluzione sarà trovata quando sul caso della cittadinanza austriaca esiste una sola soluzione possibile: ossia escludere questo tema dai colloqui fra i due paesi perché si tratta di una chiara aggressione all’Italia ed all’Autonomia concessa alla provincia di Bolzano che è incompatibile con la doppia cittadinanza, una contraddizione in termini”, ha proseguito Urzì.

“La Lega in Alto Adige deve fare chiarezza una volta per tutte sui rapporti con partiti dichiaratamente antitaliani e che non hanno mai nascosto posizioni a favore del distacco della provincia di Bolzano dall’Italia. Il motto “prima gli Italiani” della Lega non si può fermare a Salorno. La Lega in Alto Adige deve informare il proprio leader Salvini delle costanti provocazioni subite dagli Italiani in Alto Adige ed assumere posizioni ferme come le ha sull’immigrazione. Basta ambiguità. Ci spieghino altrimenti come dovrebbero essere interpretate le parole suggerite da Bolzano a Salvini per cui “un accordo si troverà sulla cittadinanza austriaca” quando non c’è davvero nulla su cui discutere”, ha concluso Urzì.