Le dichiarazioni sulla legge elettorale, dal tenore di un diktat al PD, dei senatori Zeller, Fravezzi e Panizza per la Svp, l’Upt e il Patt, rappresenta un incredibile atto di protervia e arroganza.

Incredibile è il passaggio in cui si afferma senza alcun pudore che la legge elettorale dovrà obbedire all’accordo politico stretto da Svp e Patt con l’allora segretario del PD Bersani e onorato, anche troppo, dal suo successore Renzi. Piegare una legge elettorale ad interessi di parte e dichiararlo così impudicamente grida vendetta al cielo.

E’ falso ciò che dice Zeller per cui il sistema dei collegi uninominali è l’unico che garantisca la rappresentanza della minoranza linguistica tedesca e l’elezione di un italiano  nel collegio di Bolzano. E’ vero al contrario che con questo sistema la Svp in Alto Adige e il Patt (con l’Upt in Trentino) si assicurano al contrario al tavolino la quali totalità dei seggi e la Svp si garantisce la possibilità di scegliersi l’italiano più gradito nel collegio di Bolzano da fare eleggere.

Il completo asservimento del PD Emanuele Fiano, che ci ha tenuto a ribadire e ricordare che il patto con la Svp non si tocca, non è altro che l’esecuzione dell’ordine di Renzi che non intende rinunciare ai preziosi voti della Svp a sostegno della maggioranza. Voti indispensabili: comprati però a caro prezzo.

Alessandro Urzì

L’Alto Adige nel cuore

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