“La legge elettorale che il capogruppo al Senato della Svp Karl Zeller celebra come una legge di tutela della minoranza linguistica si traduce nella realtà in una legge per la dittatura della minoranza in provincia di Bolzano”, ha dichiarato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì.

“A tavolino l’Svp si aggiudica tutti i collegi della provincia di Bolzano (Camera e Senato) senza nemmeno dovere aspettare l’esito elettorale. E si accredita per legge anche la scelta dei due italiani che forse nei collegi di Bolzano potranno essere concessi come atto di pura finzione agli Italiani e che in verità saranno scelti dalle fila del PD, ma a menù, da via Brennero. Nulla di più umiliante. A Bolzano potrebbe essere piazzato il bellunese Bressa, imposto agli italiani dell’Alto Adige scippati dallo scellerato patto fra Pd e Svp, dal loro diritto di potere avere rappresentanti eletti, liberamente eletti ( e non scelti dalla Svp) in Parlamento. Un atto di protervia e arroganza oltre la decenza quello di PD e Svp”, ha proseguito il Consigliere provinciale.

“Non mi sento invece nemmeno di commentare in questa sede le patetiche lacrime di coccodrillo di deputati altoatesini di lingua italiana completamente ininfluenti a Roma negli ultimi dieci anni e che oggi piangono incredibili lacrime di coccodrillo per una legge che danneggia la nostra Comunità. Inutile ricordare come contro questa legge ha votato contro la delegazione parlamentare di Fratelli d’Italia. Altri l’hanno scritta, votata ed oggi dovrebbero avere almeno il buon gusto di tacere”, ha concluso Urzì.