E la legge provinciale sulle riaperture prevede anche che al buffet degli albergo, che tanto hanno richiesto lo strappo con Roma, non si debba nemmeno cambiare la forchettina o il cucchiaio. Insomma a mani nude.

Per la legge Kompatscher basterebbe solo la mascherina. Così non va.

Una norma di comportamento igienico, al tempo del coronavirus, assolutamente discutibile e da taluni definita di aperta sfida alla malattia.

Ma come le piscine all’aperto: saranno aperte dal 25 maggio. Ovviamente auguri agli ospiti coraggiosi che poi saranno liberi di andare in giro per negozi e mercati.

A parte capire chi verrà in ferie per andare in piscina dal 25 maggio in Alto Adige. I turisti italiani non possono spostarsi. Quelli tedeschi hanno limitazioni sino a metà giugno.

E sino ad allora avremo le nuove tabelle sull’indice R0. E si vedrà.

Sto presentando una serie di emendamenti a norme (comprese quella della riapertura degli asili nido e scuole materne con presenza promiscua sino a otto bambini) che molte perplessità stanno creando anche fra gli addetti ai lavori.

Una legge, quella Kompastscher, scritta troppo in fretta.

Per esempio accenna al rischio epidemiologico sceso. Ma poi solo nella legge si prevede di costituire una commissione che lo monitori. Ho sottoscritto una richiesta della collega Brigitte Foppa per avere un rapporto epidemiologico sullo stato della situazione attuale prima del varo della legge. Riaprire? Sì. Ma avendo cura per la salute di tutti. Richiudere dopo dieci giorni ucciderebbe definitivamente l’economia che si aspettava qualche aiuto, anche dalla Provincia, che non è arrivato.

Alessandro Urzì

Consigliere provinciale Fratelli d’Italia AANC