Egregio Vicepresidente vicario della giunta provinciale Tommasini, caro Christian, in questi giorni che stanno accompagnando la tua convalescenza (per cui ti auguriamo tutto il bene del mondo) non ho voluto sollecitarti ad assumere prese di posizione dopo le ultime e più recenti provocazioni.

Non avevo intenzione di farlo nemmeno oggi ma mi rallegra la tua spontanea e importante presa di posizione.
La apprezzo stando a quello che ho potuto leggere su Facebook.
Ora però quello che mi aspetto è coerenza e costanza.

Non c’è una emergenza temporanea, c’è una crisi che ormai è permanente e dura (per rimanere all’ultimo periodo) dall’inizio di questa legislatura: il problema non sono Knoll e Poeder (da cui mi aspetto le dichiarazioni che fanno) ma è Arno Kompatscher e le decisioni assunte sinora dal Gruppo Svp, tuo alleato, e spesso (il più delle volte sino ad oggi, o al massimo ieri) ignorate dal PD nonostante tutte le nostre sollecitazioni affinchè le condannasse.

Il problema è come ogni sessione dei lavori del Consiglio provinciale sia ormai segnata dal voto di documenti presentati dai secessionisti e sui quali Kompatcher media perché siano approvate. Sono sempre e solo provocazioni, calci nello stomaco degli Italiani, ma Kompatcher fa spallucce e trascina tutto il suo gruppo sulle posizioni più radicali che non ricordo nemmeno quando a governare era Durnwalder.

Knoll e Poeder rimarrebbero solo espressioni folcloristiche di cui riempire tutt’al più qualche verbale di seduta del Consiglio se Kompatcher non ne avvallasse i radicalismi estremi e le provocazioni. Gli atleti altoatesini che devono spogliarsi della maglia azzurra ed uscire dalla nazionale italiana, i rifugi che non devono più usare i nomi italiani, la toponomastica italiana che deve essere cancellata con rozze riflessioni, il primato storico tedesco sugli italiani, gli Schuetzen che devono essere la guardia personale delle istituzioni provinciali…

Lo sai, caro vicepresidente vicario che all’ordine del giorno della prossima seduta del Consiglio provinciale c’è la dichiarazione presentata da Knoll di attribuzione del carattere “fascista” alla Lupa di Roma ed al Leone di San Marco? E chiede che le due statue che erano esposte in piazza della Vittoria a Bolzano vengano semplicemente riposte in magazzino e dimenticate. La Lupa e il Leone fascisti… Capisci? Come dire che tutti gli Italiani lo sono, anche tu. E stando alla impostazione data sinora dalla Svp del capoluogo (che ha votato contro il recupero delle due statue) dovrebbe quindi essere approvata dal Kompatcher. Sarebbe l’ennesimo schiaffo alla Comunità italiana. L’ennesimo favore a Schuetzen e secessionisti.

Perché ricordo tutto questo anche se dà fastidio, e sino ad oggi avete fatto solo spallucce? Perché concordo con te che vada alzato un muro di fronte ai radicalismi verbali e anche folcloristici. Da parte di tutta la società civile altoatesina, italiani, tedeschi, ladini.
Io lo chiedo da venti anni e sono pronto a fare ovviamente la mia parte, chiedo però coerenza dopo queste parola soprattutto al Pd. Non basta dopo anni di silenzio solo dissentire una tantum quando non è proprio più possibile stare zitti.

Se ci fossero ancora colpi di mano da parte della Svp chiedo di rimettere in discussione l’accordo di coalizione e di ritirarsi dalla giunta puntando i piedi e non solo la lingua.
Non è una battaglia “per gli italiani”, o perlomeno non solo per gli italiani, è una battaglia di civiltà.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore