Non escludo nulla, nemmeno la denuncia all’autorità giudiziaria, ma a prescindere da questa, le dichiarazioni di Cristian Kollmann dei secessionisti di SüdTiroler Freiheit mostrano oramai una preoccupante fragilità emotiva e psicologica che trasforma ogni espressione, anche la più genuina, dell’Italia e degli italiani in Alto Adige, in un’ossessione.

Un atteggiamento politicamente paranoico in cui la volgarità del richiamo continuo alla spazzatura o ai rifiuti organici (si ricorderanno i casi del “Wir pfeifen auf diesen Staat” o della scopa che spazza il tricolore) è un sintomo preoccupante di infantilismo.

Ci si può leggere anche la provocazione, e in fondo lo è, ma se una denuncia sarà presentata sarà per evitare che manifestazioni apparentemente solo folcloristiche possano invece agitare nelle menti più fragili sentimenti anche violenti, come già accaduto in passato, contrari alla convivenza ed agli italiani.

Di polemica politica in queste manifestazioni non c’è nulla: è come quando all’asilo infantile per attirare su di sé l’attenzione, il bimbo scandisce ad alta voce una parolaccia.
La festa di oggi è stata bellissima. Le persone civili, gli estremisti li emarginano.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore