E i timori alla fine si sono concretizzati tutti: dal prossimo anno scolastico la scuola elementare di Magrè sarà soppressa.

La denuncia del grave rischio in corso l’avevo lanciata già nell’ottobre dello scorso anno. La reazione da parte delle istituzioni provinciali è stata pressoché nulla e così quello che poteva essere riparato è diventato irreparabile. E la decisione sarebbe stata già comunicata alla scuola. Nell’anno scolastico 2014/15 è stato iscritto un solo alunno. Tutto questo era la conseguenza dell’assenza di programmi di insegnamento veicolare della seconda lingua che avrebbero potuto rendere attrattiva la scuola. Si è rimasti fermi ad attendere.

Con questa notizia oltre a perdersi un punto di riferimento vitale per la Comunità si perderà anche la continuità didattica assicurata ai bambini. Non si è arrivati a questa situazione dal giorno alla mattina. E’ da anni che la scuola soffre. Era stata applicata per anni anche la deroga per il mantenimento della scuola, sotto i previsti 16 alunni minimi. Ma parallelamente si era venuto a determinare anche un esodo di iscrizioni a scuole del circondario, fra Salorno, Bolzano e Egna. Un esodo in cui probabilmente ha avuto un suo peso anche l’assenza dell’inserimento di insegnamento veicolare della seconda lingua che a maggior ragione in una scuola della Bassa Atesina dovrebbe essere considerato un punto di forza. E’ evidente che la scuola ha perso la sua attrattività negli anni.  Nell’anno scolastico 2013/14 hanno frequentato la scuola elementare di Magrè sette alunni, riuniti in una pluriclasse e lo stesso numero di bambini è stato iscritto per l’anno scolastico in corso. Attualmente al plesso è assegnato 1,55 posto classe, per complessive 32 ore settimanali di insegnamento.

Ritengo che la mancanza dello sviluppo del metodo dell’insegnamento della seconda lingua sia stato l’elemento che ha fatto perdere di interesse la scuola, considerato che si fosse riusciti solo a mantenere le iscrizioni alle scuole del circondario il destino avrebbe potuto essere diverso. Sono certo che quella scuola avrebbe potuto divenire interessante anche per le famiglie mistilingui e di lingua tedesca, se solo si fosse fatto l’investimento sulla seconda lingua.

Credo che ciò suoni come un atto di accusa verso la politica dell’assessorato alla scuola che a Bolzano chiude sezioni intere delle scuole materne in lingua italiana per farne aprire di lingua tedesca mentre in Bassa Atesina semplicemente chiude costringendo tante famiglie a portare i propri figli fuori paese per garantire loro il diritto all’istruzione. E quello che è peggio è che alcune potrebbe semplicemente optare per le iscrizioni alle elementari in lingua tedesca. Un autentico disastro anche sul piano occupazionale perché è chiaro che così si perderanno ulteriori opportunità di lavoro per chi opera nel mondo della scuola.

Alessandro Urzì
L’Alto Adige nel cuore