Niente da fare, chi è affetto da una malattia rara se vorrà avere gratuitamente i farmaci salvavita dovrà restare prigioniero in Alto Adige. Lo ha deciso la Giunta provinciale, respingendo una mozione con cui Alessandro Urzì chiedeva di individuare soluzioni percorribili per garantire la mobilità dei pazienti che necessitano di un continuo trattamento farmacologico.

Una decisione sconcertante, secondo Urzì: “Ho segnalato che vi sono pazienti costretti a tornare in Alto Adige perché in altre regioni non riescono ad ottenere i farmaci indispensabili alla loro stessa sopravvivenza, invitando la Provincia almeno a verificare se fosse possibile trovare delle soluzioni attuabili. L’assessore provinciale alla sanità Martha Stocker si è dimostrata però indisponibile ad accogliere la mia richiesta per porre la questione sul tavolo nazionale, abbandonando i malati ed i loro familiari.”

“Se dovranno trascorrere un periodo fuori provincia per lavoro o per vacanza i pazienti  dovranno fare bene i conti e rientrare prima di aver esaurito i farmaci. Una limitazione della libertà personale inaudita e grave – ha proseguito Urzì –  soprattutto perché ricade su una fascia di popolazione particolarmente debole in quanto affetta da patologie croniche, spesso invalidanti ed a decorso sovente grave. Tra l’altro – ha concluso l’esponente dell’Alto Adige nel cuore – il documento che ho presentato chiedeva quanto già disposto da una circolare ministeriale dello scorso gennaio, a cui evidentemente la Provincia di Bolzano non ritiene di dover adempiere compiutamente. “

Posta ai voti la mozione di Urzì, che chiedeva alla Giunta provinciale di attivarsi per il reperimento delle più efficaci strategie operative  per garantire la mobilità ai pazienti in trattamento farmacologico in riferimento a patologie rientranti tra le malattie rare, è stata respinta con 14 voti a favore e 16 contro.