La manifestazione di oggi al Brennero che ha visto partecipare fianco a fianco esponenti dei secessionisti di Süd-Tiroler Freiheit, dei Freiheitlichen, di Team K. ma anche di Lega e Forza Italia doveva essere rivolta  chiaramente e principalmente nei confronti di Vienna. L’obiettivo dichiarato doveva essere la politica  ostile all’Italia del cancelliere federale Kurz e del governatore del Tirolo Platter. Ma è mancato il coraggio.

Lo afferma il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì che ricorda la crescente campagna ostile messa in atto nei mesi scorsi dall’Austria sfociata ora con la integrale chiusura del Brennero mentre tutta Europa si sta aprendo.

Ma bisogna guardare anche a ciò che c’è stato prima della pandemia. Prima il blocco al transito vero il nord Europa del traffico merci pesante  proveniente dall’Italia – ma anche dall’Alto Adige – con proteste di tutto l’autotrasporto nazionale, poi il ripristino dei posti di controllo al confine con immigrati scaricati in modo dubbio in Italia e il rifiuto del Tirolo  a riprendersi in carico quelli in transito sul territorio austriaco e bloccati al Brennero dalle autorità italiane, come accaduto solo qualche giorno fa, per finire alla blindatura del Brennero in seguito all’emergenza legata al virus, con le iniziali difficoltà a concedere anche un solo corridoio di transito per i turisti germanici diretti verso l’Italia e anche quindi verso la provincia di Bolzano.

Giusto quindi ora chiedere la riapertura delle frontiere ma il problema è solo ed esclusivamente la politica sempre più marcatamente ostile dell’Austria verso l’Italia unitamente al silenzio di un governo italiano incapace di farsi rispettare in sede internazionale.

La chiusura del Brennero mentre in tutta Europa si stanno riaprendo è una responsabilità grave che riguarda in primis la stessa Austria.

Giusto quindi chiedere la riapertura delle frontiere, ma oggi va compreso il senso della forte presenza di forze secessioniste al Brennero. Testimonia un sentimento diffuso in una certa parte radicale dell’Alto Adige: “la Provincia di Bolzano paga il prezzo della sua appartenenza all’Italia”, è stato detto richiamando soluzioni politiche legate ad una sorta di area di libera circolazione fra Austria e Alto Adige (e al massimo Trentino) sganciandoli dal resto d’Italia, tutto contando su un silenzio complice del governo italiano, completamente assente in questa partita.

L’Austria chiarisca la sua posizione non rinviando le decisioni pretestuosamente ancora in avanti, come annunciato oggi dal cancelliere Kurz e la smetta di danneggiare i rapporti commerciali ed il movimento turistico con l’Italia trattando con il Presidente Kompatscher invece che con lo Stato italiano.