Manifesti di offese ai medici italiani. L’unica risposta possibile è che le forze politiche di governo rinuncino definitivamente per il futuro a condividere con il gruppo radicale di Suedtiroler Freiheit ogni forma di collaborazione e che soprattutto non vengano più accolte in Consiglio provinciale le iniziative, tutte strumentali, del movimento secessionista di Eva Klotz e Sven Knoll.

“La censura per i manifesti è scontata. Ma l’unico modo per arginare questa deriva estremistica e razzista è di ignorare sul piano istituzionale il partito antiitaliano, isolandolo.
Tutti i principali episodi di scontro politico recente nascono invece proprio dall’inseguimento da parte della Svp e di qualche altra modesta frangia politica delle follie e delle provocazioni di Stf. La cancellazione del nome Alto Adige o dell’aggettivo altoatesino, la richiesta di grazia ai terroristi, la richiesta di abolire i nomi italiani dei rifugi (ultimo il Tridentina), il no all’uso del tricolore sui medesimi rifugi per finire alla campagna contro i medici italiani, questo è il piano di scontro su cui produce la sua sistematica attività la macchina di produzione delle provocazioni contro la convivenza dei secessionisti”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.

“Il tema non è la loro follia ma chi da sponda a questa follia approvando le loro proposte e trattando Suedtiroler Freiheit come una normale componente politica quando invece è affetta dal germe dell’integralismo e dell’intolleranza etnica. Quindi è alle forze “moderate” di governo che ci si appella per chiedere di sospendere ogni tipo di relazione e dialettica politica con questa frangia radicale come unica forma credibile di presa di distanza dall’ ultima volgare campagna antiitaliana”, ha concluso Urzì.