Medici senza conoscenza della lingua italiana: Cinque Stelle, PD, Italia Viva e Leu non facciano il gioco delle tre carte.

Ritirato d’ufficio dalla Presidenza del Senato l’emendamento Unterberger che introduceva la possibilità di iscrizione all’Ordine e la pratica delle attività mediche in Italia anche per medici germanici o austriaci (pur senza conoscere la lingua italiana) è stato però annunciato che la materia dovrebbe essere “riformulata a ripresentata”.

Quindi facendo rientrare dalla finestra ciò che è stato elegantemente messo fuori dalla porta.

Cinque Stelle, Pd, Italia Viva e Leu non giochino sullo Statuto di autonomia. Una legge ordinaria non può limitare o reinterpretare il dettato di una norma costituzionale.

Attenzione: nulla da dire su una elasticità nel settore della Sanità per quanto riguarda le competenze linguistiche (ci interessa la qualità del servizio prima fra tutto), ma ciò non può aprire la porta all’introduzione di un principio di extraterritorialità dell’Alto Adige rispetto al resto d’Italia per cui l’articolo 99 dello Statuto che prevede la parificazione della lingua tedesca a quella italiana (sacrosanto) viene tradotto nella possibilità di fare valere la sostituzione della lingua italiana. Ossia non bilinguismo (che è il principio della parificazione delle lingue), ma monolinguismo solo tedesco, ossia sostituzione dell’italiano con il tedesco. Questo non va bene anche perché spacca l’unitarietà del sistema sanitario nazionale facendo valere regole diverse in Alto Adige rispetto all’intero territorio nazionale.

E su questo non si può essere d’accordo.

Quindi Cinque Stelle, Pd, Italia Viva e Leu non giochino sui diritti e la salute. Spieghino cosa intendono per “riformulare il testo” spieghino se per un voto di fiducia al Senato sono disponibili a vendere l’Alto Adige.

Alessandro Urzì

Consigliere provinciale e regionale Fratelli d’Italia AANC