Chiediamo ufficialmente che la Giunta comunale di Merano e la maggioranza del Consiglio comunale meranese richiedano alla Provincia la messa sotto tutela da parte della Sovrintendenza alle Belle arti delle strutture dell’Ippodromo di Maia Bassa, comprese le storiche scuderie di Borgo Andreina che costituiscono un pregevole esempio di architettura razionalista ma tutt’oggi perfettamente funzionali rispetto alle attività ippiche.

“Ho votato con convinzione la mozione presentata oggi in Consiglio Provinciale dal consigliere del Partito democratico Sandro Repetto e bocciata in modo sbalorditivo dalla maggioranza. Per questa ragione chiediamo alla Giunta comunale della città del Passirio in cui siede anche lo stesso partito del consigliere Repetto di attivarsi in via formale ed istituzionale richiedendo quello che la mozione in Consiglio provinciale oggi non è riuscita ad ottenere”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia.

“Inutile fare il gioco delle parti, a Bolzano sostenere la tutela dell’Ippodromo di Maia e a Merano rimanere immobili. Su questa vicenda ci sarà sempre il nostro incondizionato appoggio a prescindere dalle appartenenze politiche Ma il comune di Merano non può stare fermo, soprattutto dopo il voto di oggi in Consiglio provinciale ed il no della maggioranza Svp – Lega”, ha aggiunto il Consigliere Urzì.

“Inutile nascondere che uno dei temi ricorrentemente portati in discussione nel corso del dibattito per giustificare il no alla tutela è stato ancora una volta il definire “fascista” l’opera, quasi che un impianto sportivo avesse un vizio d’origine e meritasse il ridimensionamento solo per l’anno della sua costruzione ed il suo stile razionalista. Molto volgare”, ha dichiarato Alessandro Urzì al termine del dibattito in aula.

Il consiglio ha bocciato anche l’integrazione alla mozione proposta da L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia e accettata dal consigliere Repetto che prevedeva un parere favorevole alla realizzazione a Borgo Andreina di una Scuola dei mestieri ippici, fantini, allenatori, artieri che avrebbe fatto di Merano e del suo ippodromo il principale centro di riferimento nazionale del settore.