Poteva essere una tragedia, probabilmente anche annunciata.

Questa notte scoppia un incendio nel giro scale di una casa di alloggi sociali dell’Ipes in via Damiano Chiesa a Merano.

Pare che le fiamme (dolose) aggrediscano la porta d’ingresso di un alloggio, in via Damiano Chiesa 4 a Sinigo. Se una signora che andava a lavorare a quell’ora (in piena notte fonda) non avesse provveduto a spegnere subito il fuoco chissà cosa avrebbe potuto accadere. Il rogo stava già allargandosi emanando un acre fumo e allargandosi alla porta d’ingresso dell’alloggio. E dentro c’era una intera famiglia nel sonno.

In quel complesso di palazzine Ipes da tempo la convivenza fra famiglie nomadi assegnatarie di alloggi sociali (ma per le quali è stato appena realizzato anche un grande campo nomadi ricreativo dotato di ogni comfort a Merano) e altri inquilini è critica.

Si racconta di tensioni continue legate al rispetto delle regole dei condomini non sempre rispettate.

Si diceva di come la strage evitata era da tempo annunciata. Solo qualche giorno fa l’Istituto per l’edilizia abitativa sociale della Provincia di Bolzano aveva fatto affiggere degli annunci nei giro scale di alcune palazzine vicine di Sinigo minacciando tutti gli inquilini di fare pagare la rimozione (farla pagare a tutti gli inquilini) di mobili abbandonati nei giroscale, sempre che qualcuno non avesse segnalato il responsabile unico, con tanto di prove, per fare pagare solo a lui.

Una lettera che ha messo gli inquilini uno contro gli altri creando quella tensione che già da tempo cova e che si può pensare abbia contribuito ad alimentare l’ignoto autore del grave gesto della notte scorsa.

“L’Ipes deve individuare chi ha abbandona le masserizie negli androni e chi ha atteggiamenti incivili che spesso sono stati denunciati e non colpire indiscriminatamente gli inquilini per bene e senza colpe, peraltro già lungamente esasperati. Se necessario si installino negli edifici a rischi telecamere di sorveglianza per individuare i responsabili di tutta una serie di comportamenti contro il decoro pubblico, come l’abbandono di mobili, materassi e rifiuti nei giro scale e nelle altre aree di pertinenza comune degli edifici”, ha dichiarato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore).

“Ma minacciare le persone per bene crea situazioni ingestibili che possono poi sfociare in comportamenti gravi che non siamo in grado di addossare in termini di responsabilità a nessuno ma che sono frutto di un lassismo esasperante da parte dell’istituzione pubblica chiamata a vigilare sul decoro delle proprie proprietà. A tutela dei cittadini per bene”, ha concluso Urzì.

 

Lettera dell’Ipes