Interrogazione urgente del Consigliere provinciale dell’Alto Adige nel cuore/Fratelli d’Italia Alessandro Urzì alla Provincia per sapere le ragioni per cui ad un cittadino italiano disoccupato e disabile non venga concesso un alloggio sociale, un alloggio Ipes o un sussidio per poter far fronte ad un affitto sul libero mercato. Urzì chiede anche di sapere se la Giunta provinciale non ritenga che il caso specifico possa rientrare tra gli interventi di emergenza di cui l’Istituto per l’edilizia sociale della Provincia di Bolzano – Ipes – può farsi carico.

Privo di occupazione ed affetto da una grave disabilità che gli permette di comunicare solamente tramite la lingua dei segni, essendo sordomuto, il signor Salvatore Tiddia dorme in macchina da alcuni mesi, dopo essere stato sfrattato dall’appartamento in cui viveva perché con la sola pensione d’invalidità non riusciva più a pagarsi l’affitto.

Ha chiesto aiuto ovunque, ma ha trovato tutte le porte chiuse: a Merano, dove abitava prima di perdere la casa, gli hanno negato un alloggio sociale perché non ha maturato i due anni di residenza nel comune, normativa che vale solo per i cittadini italiani ma non per i presunti richiedenti asilo ai quali sono state aperte le porte degli alloggi comunali di via Lido. Nonostante sia residente in Alto Adige da sette anni, il signor Salvatore non avrebbe neppure punteggio sufficiente per accedere ad un alloggio Ipes, almeno fino a novembre, quando al compiere dei 65 anni, potrà accedere alla graduatoria per gli anziani. Ma nel frattempo per lui la situazione si sta facendo ogni giorno più precaria in seguito ai disagi di una vita sempre più ai margini della società.