I sindacati di categoria da tempo denunciano una situazione al limite del sostenibile: il personale in servizio al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Merano è oramai numericamente inadeguato a sostenere la crescente mole di lavoro. Grido di allarme immediatamente raccolto dal  Consigliere provinciale di Fratelli d’Italia – Alto Adige nel cuore Alessandro Urzì che  si è fatto carico di trasferire al Ministro degli Interni Matteo Salvini le preoccupazioni degli operatori in servizio a Merano.

“Al Commissariato di Ps della città del Passirio – riferisce Urzì –  da anni non risulta esserci stato avvicendamento con forze nuove e giovani, e l’età media del personale in servizio si alza sempre più. Anche a seguito di pensionamenti e congedi per motivi di salute la carenza di personale si fa ogni giorno più preoccupante.”

Il trasferimento al Commissariato di Merano di 15 nuovi agenti in pianta stabile  e la razionalizzazione di alcuni servizi – ad esempio tramite l’installazione di impianti di videosorveglianza – sono le prime misure urgenti richieste da Urzì al Ministro Salvini. 

“La pianta organica –scrive Urzì al Ministro    –  poteva essere considerata sufficiente in altri tempi, ma oggi con l’aggravio di compiti anche in parte derivanti dalla gestione dei flussi migratori e la necessità di garantire maggiori attività di controllo del  territorio dimostra drammaticamente la propria debolezza nonostante l’encomiabile lavoro dei dirigenti e operatori di polizia sul territorio. Merano, va detto, con i suoi 42 mila abitanti, seconda città dell’Alto Adige, può ancora essere considerata un’isola felice rispetto ad altre realtà nazionali, ma proprio per la sua forte vocazione turistica – oltre 300 mila presenze solo nel 2018 – necessità di particolari servizi di vigilanza e prevenzione indispensabili per garantire tranquillità e sicurezza agli ospiti, tra cui numerosi Vip e personalità di rilievo.

Attualmente  risulterebbero 47 gli operatori  occupati, che si ridurrebbero a 45 per il prossimo pensionamento di due agenti, mentre dieci unità risulterebbero indisponibili a causa di congedo per motivi di salute o perché legittimamente beneficiati di quanto previsto dalla Legge 104/92. Tra l’anno scorso e quest’anno due operatori sono andati in pensione e non sono stati ancora sostituiti. La situazione diviene ogni giorno sempre più gravosa.

“Fermo restando – conclude Urzì – l’apprezzabile e generoso sforzo umano e professionale dei dirigenti e degli operatori di polizia in servizio a Merano che garantiscono in ogni caso un eccellente servizio, con le forze ed i mezzi di cui dispongono,  ci si attende un investimento più incisivo da parte del Governo verso questo personale sempre in prima linea”