“Come già accaduto nel passato per l’Inno d’Italia usato accompagnato al rumore di uno sciacquone del bagno come presunta installazione artistica al Museo di arte moderna allora ancora ospitato all’ex ospedale, oggi presenterò un esposto alla Procura della Repubblica per vilipendio della Bandiera in relazione alla presentazione nell’ambito della mostra “Hämatli & Patriæ”  sempre al Museion di un filmato che vede dei lupi selvaggi dilaniare una Bandiera d’Italia. Il Museion ancora una volta provoca giocando sui sentimenti italiani usando un linguaggio volgare e banale giustificato come esibizione artistica”, ha esordito il Consigliere provinciale Alessandro Urzì.

“Non sfugge come l’uso violento e lacerante della Bandiera italiana sia inserito in una mostra che ha per tema le Patrie e sottende dichiaratamente, come ammesso dall’autore Filippo Berta,  lo spregio dell’identità nazionale. Che ciò avvenga in una istituzione come Museion che dipende economicamente, e quasi esclusivamente, dai contributi del denaro pubblico, in una terra in cui ancora di più questo tema avrebbe la necessità di essere trattato con equilibrio e rispetto, impone uno scatto d’orgoglio”, ha proseguito il leader de L’Alto Adige nel Cuore.

“L’esposto alla Procura della Repubblica vuole riaffermare il valore del rispetto dei simboli nazionali usati con leggerezza e ignoranza da sedicenti artisti che solo nella polemica riescono a richiamare su di sé uno straccio di visibilità e dai responsabili (irresponsabili) che gestiscono strutture che vivono esclusivamente sui denari dei contribuenti che chiedono rispetto e che l’arte non sia piegata a polemiche pseudo-politiche e pseudo- intellettuali”, ha proseguito Urzì.

“Non si vuole neanche pensare cosa sarebbe accaduto se ad essere sbranato da lupi fosse stato un gonfalone biancorosso della Provincia. Chiederò con un’interrogazione urgente i costi sopportati per questa sedicente installazione artistica e le ragioni di una scelta tanto violenta per un territorio peraltro tanto delicato come quello dell’Alto Adige. Dal dilaniare una bandiera al bruciarla il passo è breve. Ecco perché non si deve tacere”, ha concluso il Consigliere provinciale.

Un’immagine tratta dal video in questione