Tempistiche stravolte, continui rinvii, incertezze in ogni caso sull’esecuzione dell’opera e la necessità di un investimento fra i 40 ed i 60 milioni di euro per una biblioteca nell’epoca del digitale: il Polo bibliotecario deve essere riconsiderato dalla nuova Giunta provinciale coniugando anche la tutela dell’originario complesso architettonico dichiarato dal Docomono International di pregio storico.

“Gli annunci dell’assessore Bessone sinora non lasciano presagire nessuna riconsiderazione dei progetti milionari messi in campo dal predecessore Tommasini. Per questo abbiamo ripresentato anche in forma ufficiale dopo averlo fatto mediaticamente una richiesta di conversione del progetto Biblioteca in progetto museale (in alternativa al cohousing già proposto che mantiene tutta la sua validità)”, ha dichiarato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì (L’Alto Adige nel Cuore-Fratelli d’Italia).

“Trasferire in quella sede in Polo museale si tratterebbe in un impulso vitale per l’intera area commerciale oltre il Talvera, nell’apertura della politica degli investimenti provinciali anche oltre il centro storico della città. Faremo discutere la mozione dal Consiglio. Anche le nuove forze politiche che hanno sostituito il Pd al governo della provincia devono dichiarare se stanno con la continuità rispetto ai progetti lanciati dall’ex assessore Tommasini o per un reale cambiamento”, ha concluso Urzì.