“Centri commerciali chiusi, le vie cittadine deserte, saracinesche tutte abbassate: questo è lo scenario pazzesco cui vorrebbe riportarci la singolare crociata di sinistra, Svp, verdi alternativi e secessionisti. Il voto di questa mattina a favore di domeniche con negozi rigidamente chiusi prefigurerebbe il ritorno alla Bolzano (e all’Alto Adige intero) di vent’anni fa: dalle 12 del sabato pomeriggio si sprofondava in un coma profondo dove regnava il nulla”, ha comunicato il Consigliere provinciale Alessandro Urzì.

“La mozione, contro la quale ieri nel corso del dibattito mi ero espresso con veemenza (oggi assente per motivi personali non ho potuto formalizzare il voto contrario) disegna un Alto Adige sonnolento e proibizionista: vietato fare shopping, vietato prendersi il tempo che non si ha durante la settimana per fare la spesa con calma, anche in famiglia, perché no. Mascherata da campagna per la tutela della domenica e dei lavoratori del commercio, l’idea di Alto Adige condivisa da sinistra, secessionisti, Svp  e alternativi di vari colori, va guardata con terrore e va nella direzione opposta alle conquiste della liberalizzazione che hanno finalmente, dopo decenni di encefalogramma piatto, rianimato i giorni festivi anche in Provincia di Bolzano”, ha proseguito il Consigliere provinciale del Centrodestra.

“E’ ovvio che i lavoratori del commercio vanno rispettati e pagati anche di più per il lavoro festivo, ovvi i riposi compensativi. Ma ho chiesto con incredulità ai colleghi consiglieri di tutti gli schieramenti politici se abbiano coscienza dei ritmi di vita di tutte le altre categorie di lavoratori, per i quali la possibilità di acquisti in tutta tranquillità e non fra le 18.30 e le 19.00 della sera, nel corso della settimana, va considerata un diritto”, ha aggiunto Urzì.

Il Consigliere ha inoltre giurato che: “Sberlefferò pubblicamente ogni assessore o consigliere che dovesse essere avvistato la domenica o in un giorno festivo, in un centro commerciale o in un negozio, ma anche, in un ristorante o in una pasticceria. Non si capisce per quale ragione, seguendo il mostruoso ragionamento di chi ha votato oggi questa altrettanto mostruosa mozione, un cameriere, un pasticcere, un cuoco debbano essere considerati come prestatori di (citazione del capogruppo Svp Steger) servizi essenziali e come tali essere esonerati dal riposo imposto ai negozi”.

“Rimane l’assurdità di un impegno – fortunatamente rimarrà lettera morta non avendo la Provincia competenza primaria in materia – che vorrebbe cancellare in Alto Adige le tracce di modernità faticosamente conquistate”, ha concluso Alessandro Urzì.