Rimarranno delusi i sostenitori integralisti della chiusura domenicale delle attività commerciali (anche dei grandi supermercati e dei centri commerciali). Pensare all’Alto Adige come ad un luogo di morte civile domenicale perenne in totale disallineamento con le aperture del commercio in tutta Italia non sarà possibile.

Nel corso dell’approvazione della celebre legge il 7 maggio scorso sul punto avevo prestato la massima attenzione imponendo una modifica della norma che altrimenti avrebbe determinato una potenziale chiusura domenicale dei negozi “per sempre”, oltre i limiti legislativi concessi alla Provincia di Bolzano.

Nella legge si sono introdotti due principi: 1. le chiusure imposte ai centri commerciali, negozi e supermercati non potranno mai in ogni caso durare oltre il termine dell’emergenza sanitaria nazionale che ad oggi è fissata al 31 luglio.

2. in ogni momento il presidente della Provincia può modificare lo stato delle cose con una semplice ordinanza meno restrittiva. Ecco cosa dice l’allegato A della legge: “Vengono resi possibili accessi regolamentati e scaglionati attraverso ampliamenti delle fasce orarie, al massimo fino alle ore 22. Nei giorni festivi e di domenica i negozi rimangono chiusi, salvo eccezioni determinate con ordinanza del Presidente della Provincia”.

Quindi ora la decisione è solo politica, e da ora sino alla fine dell’emergenza nazionale (quando tutto rientrerà comunque nei parametri nazionali della liberalizzazione del commercio con gli esercizi aperti la domenica) il Presidente della Provincia potrà determinare le riaperture adattandole alle esigenze di cautela sanitaria. Ma se lo spirito della norma è stato quello di ampliare gli orari per diluire la presenza di persone nei medesimi negozi non si comprende il motivo per cui non la si debba diluire ancora di più anche riaprendo le domeniche.

Va ricordato infine che anche nel vicino Trentino è stato già indicata la ripresa probabile delle aperture domenicali a breve. In Lombardia, per capirci, i negozi sono comprensibilmente aperti la domenica già da tempo per diluire le presenze contemporanee in negozio.

Questa prospettiva va indicata anche per l’Alto Adige.

E poi va detto con chiarezza: gran parte delle attività sono riprese e l’esigenza di programmazione della settimana da parte delle famiglie è importante. Chi lavora tutta la settimana deve potere avere il diritto di fare gli acquisti con serenità anche nel fine settimana.

Ai lavoratori del commercio vanno applicate in ogni caso tutte le salvaguardie del caso: da retribuzioni più importanti a turni di riposo e rotazioni.

Ma pensare ad un Alto Adige dormiente la domenica (che ora non farebbe altro che agevolare gli spostamenti per shopping in Veneto) è totalmente fuori dalla storia e dalla tradizione di ospitalità della nostra provincia.

Alessandro Urzì

Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia AANC