Negli ultimi 10 anni il cormorano, uccello di grandi dimensioni caratterizzato da un corpo nero e un becco ad uncino, ha intensificato la sua presenza in Alto Adige a tal punto da mettere a rischio la sopravvivenza di alcune specie ittiche. A renderlo noto è il Consigliere provinciale di Alto Adige nel cuore/Fratelli d’Italia Alessandro Urzì che ha presentato un’interrogazione in Provincia. Il cormorano è sotto tutela sin dagli anni ’70, quando la specie era a rischio estinzione. Ma oggi a dover essere protette sono le specie ittiche minacciate dal forte incremento della popolazione di quest’ittiofago.

“Circa otto anni fa – spiega Urzì – le prime coppie di cormorani hanno fatto la loro comparsa al lago di Caldaro e al biotopo del Valsura presso Lana, provenienti dal vicino Trentino. Non avendo nemici naturali ed essendo particolarmente tolleranti ai cambiamenti ambientali e di costituzione robusta, hanno potuto riprodursi in quantità ed ora si può ipotizzare che vivano in Alto Adige dai 130 ai 160 cormorani, che trascorrono qui gran parte dell’autunno e tutto l’inverno fino a metà aprile per poi spostarsi a nord.”

“Il problema principale – prosegue il consigliere – deriva dal fatto che il cormorano si nutre esclusivamente di pesce, pescandolo con voracità nei laghi e nei fiumi.  Ogni singolo uccello arriva a consumare fino a mezzo chilogrammo di pesce al giorno, ma cacciando ne ferisce mortalmente una quantità maggiore mettendo a dura prova la sopravvivenza di specie a rischio estinzione come il temolo e certe varietà autoctone di trote. Il livello di regressione della fauna ittica sarebbe imponente, anche nell’ordine del 30%. A Merano alcuni pescatori hanno recentemente segnalato che il numero dei temoli che risalivano il Passirio fino alle buche della Gilf per la stagione riproduttiva sarebbe in pochi anni passato da due/trecento a poco più di cinquanta.”

“La Provincia di Bolzano – conclude Urzì – è a conoscenza del problema che da quello che mi risulta è monitorato da alcuni anni ed ha emanato già nel 2013  un programma di gestione del cormorano. Ma evidentemente, se gli uccelli continuano ad aumentare e la fauna ittica è in forte contrazione, qualcosa non deve aver funzionato. E’ necessario intervenire individuando le opportune azioni per contenere il fenomeno, salvaguardando in ogni caso questi bellissimi uccelli ma prevenendo anche l’estinzione di alcune specie di pesci tra cui la trota salmonata e il temolo, così come è avvenuto in altri realtà in Europa”.