“La grottesca rappresentazione teatrale di questa mattina, da parte della giunta provinciale, sui risultati ottenuti in corso di legislatura, è stata la manifestazione estetica della debolezza di una maggioranza che ha galleggiato per l’intera legislatura sulle proprie presunzioni e debolezze dando continui segnali di cedimento che si sono palesati con drammaticità negli ultimi mesi”, ha dichiarato Alessandro Urzì, Consigliere provinciale de L’Alto Adige nel Cuore.

“Sino alle scene patetiche di queste ultime tornate di Consiglio provinciale in cui la maggioranza non c’era più e si sosteneva sul voto di qualche consigliere a cavallo fra opposizione e maggioranza e si faceva forte dell’assenza strategica dall’aula del grillino fondatore del Team Koellesperger. L’aiutino necessario per la Svp per sopravvivere. Ed oggi fa finta di costruire l’opposizione…”, ha proseguito Urzì.

“Se non fosse stato per Bizzo (anche questo che adesso fa la campagna di opposizione ma sino all’ultimo ha votato tutto quello che Tommasini e Kompatscher gli hanno servito) la maggioranza avrebbe chiuso già con un anno di anticipo. Ma Bizzo avrebbe dovuto rimettere il suo mandato da Presidente del Consiglio. E così la maggioranza zoppicando è arrivata sino in fondo. Fare festa, oggi, appare un po’ paradossale”, ha continuato Alessandro Urzì.

“Una barca che ha fatto acqua dal primo giorno e che non ha avuto alcuna visione dell’Alto Adige del futuro. Sul fronte dei grandi lavori pubblici non si è mosso nulla: il carcere è rimasto sulla carta. Il Polo bibliotecario di Bolzano probabilmente non si farà più (ma la scuola Pascoli Longon la vorrebbero lo stesso abbattere invece di farne un centro di cohousing per giovani ed anziani, come da noi proposto), nessun intervento sulla grande viabilità nel capoluogo, solo interventi di miglioria della rete viaria nei piccoli comuni usati come prebende elettorali. L’economia non ride, quella delle famiglie soprattutto: costo della vita alle stelle, del mattone improponibile ed avanzano le nuove povertà. Il basso tasso di disoccupazione che però colpisce soprattutto giovani e donne e nei grossi centri urbani, ossia anche italiani, è legato alla chiusura stagnante del mercato del lavoro locale. Non c’è movimento e concorrenza. La qualità scende. Ma salgono anche i numeri dei richiedenti asilo abbandonati a loro stessi con il degrado del nostro tessuto sociale, ancora una volta soprattutto nei maggiori centri urbani, di fronte al quale PD ed Svp hanno girato lo sguardo altrove”, ha detto Urzì.

“E intanto la Provincia si è trovata a fare i conti con un vertice della Sanità incompetente e che ha portato alla rovina che sappiamo. E tutto questo ci è costato anche liquidazioni da sogno. Pagate dal contribuente, il tutto per fare fare dieci ore di attesa ai nostri anziani al pronto soccorso. L’assessore Tommasini ha festeggiato una scuola che è rimasta ancora a fare i conti con i precari e che strutturalmente non è ancora in grado di formare giovani bilingui. Cosa ci fosse da festeggiare, questa mattina, francamente è un mistero. C’è voluta una operazione di marketing per riuscire a presentare come successo questo imbarazzante bilancio di cinque anni di triste agonia. Ridateci Durnwalder… era un avversario ma almeno sapevamo chi era e cosa voleva”, ha concluso il Cons. Alessandro Urzì.